Castellammare, traforo nella collina
​per il raddoppio Eav: dietrofront Cimmino

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Fiorangela d'Amora
Caos sui permessi necessari per il traforo della collina di Varano. I lavori di raddoppio della linea Eav Napoli-Sorrento prevedono la realizzazione di una seconda galleria che colleghi la stazione di via Nocera con Castellammare centro. Un piano da 135 milioni di euro che nel complesso dovrebbe cambiare volto a due fermate cittadine, creare parcheggi e anche una seconda galleria. Proprio quest'opera, sebbene già approvata dal consiglio comunale con un solo voto contrario (Tonino Scala di Leu) è finita nel mirino, alquanto tardivo, di deputati e politici. Il senatore Sandro Ruotolo si era appellato al Ministro Franceschini per chiedere la tutela delle ville romane che si trovano sopra la collina che sarà traforata, poi il M5S con un'altra interpellanza, infine il governatore De Luca aveva annunciato verifiche sui permessi. Tutto fino all'improvviso cambio di passo del sindaco Gaetano Cimmino che, sei mesi dopo il suo sì in consiglio, chiede agli uffici di verificare la procedura fino alla decisione del dirigente del settore dell'urbanistica Gennaro Miranda di chiedere la sospensione ad horas delle opere perché mancherebbe il parere della Città Metropolitana.

Un documento che riaccende le polemiche tra Eav e Comune che ultimamente sembrano aver perso l'intesa che aveva permesso di portare avanti opere chiave per la città. «Si parla di una sospensione di lavori da parte del Comune per il traforo di Varano: errato - spiega Umberto De Gregorio presidente dell'Eav - i lavori non sono mai iniziati. Quelli in corso sono lavori propedeutici, di pulizia radicale, per consentire poi la messa in sicurezza del costone». De Gregorio non sembra meravigliato: «Vogliono che la collina gli cada addosso? Vogliamo fermare tutto? Noi continuiamo a voler lavorare assieme senza fare polemiche e nel rispetto dei cittadini. Se il sindaco ha cambiato idea lo dica agli stabiesi che perderanno finanziamenti di milioni di euro che garantiranno la messa in sicurezza di una collina attualmente a rischio già per l'attuale stazione».

LEGGI ANCHE Circumvesuviana, treni in ritardo di un'ora per un guasto alla linea elettrica aerea

BOTTA E RISPOSTA
Nel merito sul parere che secondo i dirigenti comunali mancherebbe per procedere al traforo è persino Città Metropolitana a smentire l'amministrazione di centro destra. «La città metropolitana è in attesa della documentazione richiesta al Comune sin dal 2019 e poi sollecitata il 23 giugno di quest'anno - spiega De Gregorio - è Castellammare ad essere inadempiente e se non risponde nei tempi prestabiliti è passibile di sanzioni. Fino ad oggi abbiamo tutti i pareri necessari per andare avanti, certamente proseguendo nelle opere ne serviranno altri, se non ci saranno lasceremo l'opera incompiuta se questa è la volontà della politica locale». Ma ieri il Comune ha annunciato che risponderà alla nota di Città Metropolitana. Prima ancora fu messa in dubbio l'esistenza del parere della Soprintendenza che ha già dato il suo assenso perché il traforo venga eseguito. L'Ente guidato da Massimo Osanna ha invece rifiutato il progetto relativo all'ascensore che avrebbe collegato verticalmente la nuova stazione che sorgerà nei pressi di Villa Stabia con l'area archeologica. L'altro nodo riguarda l'ex stazione delle Terme e in questo caso De Gregorio apre uno spiraglio: «Sono disposto a riaprire la stazione ma deve avere un senso. Oggi quella fermata avrebbe 20, forse 30 passeggeri. Abbiamo trovato anche un modo per ristrutturare l'edificio abbandonato da 20 anni, anche in quel caso non ci manca nulla per procedere. Il Comune una cosa sola deve fare, riaprire le Terme, stiamo aspettando che avvenga». © RIPRODUZIONE RISERVATA