Castellammare, via alla vendita dei campi da tennis ultimo gioiello Sint

Venerdì 18 Settembre 2020 di Fiorangela d'Amora

L'area campi da tennis di proprietà della società immobiliare Terme di Stabia (Sint) va all'asta. Entro il 6 novembre le offerte in busta chiusa dovranno arrivare a palazzo Farnese con un importo non inferiore a 320 mila euro. Questa è la base d'asta che poi procederà con rialzi di 10mila euro. L'area di quasi 9mila metri quadrati è uno degli ultimi beni, non strumentali al termalismo, che la Sint attualmente in liquidazione, ha messo sul mercato. L'obiettivo è rientrare di liquidità per far fronte all'enorme mole debitoria (5 milioni circa) che grava sulla società che detiene anche le strutture termali presenti sul Solaro: Nuove Terme, Parco Idropinico e Hotel.

LEGGI ANCHE Fondi Lega, la Procura alza il tiro: ora si indaga per riciclaggio

Dopo la vendita del parcheggio per 420 mila euro alla stabiese Maruraka Stabiae s.r.l.s., che ha permesso di estinguere il debito di 300 mila euro con la Bnl, ora Vincenzo Sica amministratore e liquidatore di Sint, spera di poter portare a termine anche quest'ulteriore cessione che potrebbe evitare il fallimento della società. Le buste saranno aperte all'interno del Comune il 9 novembre. Restano nelle mani del tribunale di Torre Annunziata invece il Pallone Geotedico e la pista di pattinaggio che saranno gli ultimi beni ad essere ceduti. L'area campi da tennis è attualmente in affitto fino al 2022 alla Tennis Terme di Stabia srl, sportiva dilettantistica, società che potrà vantare un diritto di prelazione sulla vendita di novembre. Intanto all'interno di palazzo Farnese ci sono da gestire le lamentele e i primi problemi legati al nuovo Piano di Mobilità Urbano (Pum). Dopo la chiusura di piazza Municipio e via Sarnelli ieri mattina i commercianti della zona si sono ritrovati all'esterno dei cancelli comunali per parlare con l'assessore alla mobilità Gianpaolo Scafarto. «Siamo basiti - spiega Davide dello storico Bar Di Martino - l'ordinanza è stata firmata resa immediatamente operativa senza consultare nessuno di noi. Il primo giorno di chiusura (martedì) abbiamo pensato che le fioriere che bloccavano l'accesso alla piazza fossero legate alla cerimonia che si era tenuta in piazza poche ore prima per l'ordinazione di due sacerdoti, salvo poi scoprire a nostre spese che questa scelta era permanente».
 


In due giorni gli incassi dei negozi sono calati del 60%. «Siamo arrabbiati - prosegue Davide - questa piazza ha ben altri problemi, io la sera ho scelto di chiudere prima per la presenza di abusivi che gestiscono i parcheggi e per la scarsa vivibilità, non si sistemano le cose con delle orrende fioriere.». Dopo il sit-in di ieri mattina, nel pomeriggio l'assessore Scafarto ha incontrato una rappresentanza di negozianti. La piazza resterà chiusa al traffico ma saranno riservati degli spazi per il carico e scarico di merci, e disposti dischi orari per brevi soste che permettano di poter raggiungere una bottega .

Ultimo aggiornamento: 13:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA