10mila euro per evitare il sequestro della villa abusiva, tre arresti in provincia di Napoli

Martedì 1 Dicembre 2020

Intascava cospicue «mazzette» per agevolare i proprietari di abitazioni abusive a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli: è quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Torre Annunziata, che ha arrestato un 63enne dipendente dell'ufficio tecnico di Castellammare di Stabia e due coniugi, di 71 e 63 anni, che facevano da intermediari. Tutti sono stati messi ai domiciliari con l'accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità. Nei loro confronti è stato emesso un decreto di sequestro per complessivi 14mila euro. Due i casi accertati, entrambi risalenti al 2019: il primo riguarda una villa con vista sul Golfo di Castellammare, realizzata abusivamente vicino al noto Castello, per la quale sono stati pagati 10mila euro; il secondo, per il quale sono stati pagati 4mila euro, riguarda un capannone. Per il gip di Torre Annunziata che su richiesta dell'ufficio inquirente guidato dal procuratore Nunzio Fragliasso, gli indagati «hanno dimostrato un'elevata capacità criminale...» attraverso una «...disinvolta e spavalda strumentalizzazione della funzione pubblica».

LEGGI ANCHE Abusi edilizi in casa, la Municipale denuncia un'intera famiglia

Secondo quanto emerso dall'attività investigativa dei finanzieri, alla quale ha preso parte anche la Polizia Municipale, il tecnico comunale, un geometra, malgrado si recasse a fare i sopralluoghi, evitava - dietro compenso - di redigere la relazione tecnica da allegare alle pratiche per il sequestro. In questo modo impediva al giudice di emettere dei provvedimenti. Nel caso che riguarda la lussuosa villa oltre al compenso da 10mila euro il dipendente comunale si è fatto anche stipulare dal titolare, un imprenditore di 47 anni, anche una polizza assicurativa per il suo motociclo. Il proprietario ha così potuto proseguire i lavori mettendo l'abitazione al sicuro da ulteriori provvedimento di sequestro. Il «patto corruttivo» contemplava anche la nomina di consulenti e di avvocati, in particolare di un architetto, grazie al quale, era stato promesso, l'imprenditore avrebbe ottenuto l'assoluzione. In un'altra occasione il compenso, che ha riguardato un capannone anche questo abusivo, è stato di 4mila euro. Anche in questo caso il geometra ha promesso il completamento delle opere abusive, nessun controllo e anche l'assoluzione, testimoniando il falso, durante il processo.

Video