Cede il suolo, a Sant'Antimo
sgombero per cinque famiglie

di Nella Capasso

Ancora una cavità cede nel centro storico. È la terza volta in un anno e mezzo; coinvolto un edificio di via Lava, al civico 46. Cinque nuclei familiari hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. Il cedimento di due muri a piano terra ha rivelato la presenza di una grossa cavità. Dovrebbe trattarsi di un locale sotterraneo anticamente adibito a cantina. Il cedimento è stato registrato intorno alle 20 di venerdì, quando i residenti hanno avvertito un tonfo e le vibrazioni del fabbricato. Qualcuno racconta di aver sentito qualche rumore insolito già in mattinata, ma di non avergli dato peso. Polizia locale, Protezione civile, carabinieri, vigili del fuoco e centro operativo comunale sono intervenuti per favorire lo sgombero degli edifici ed isolare l'area. Su indicazione dei vigili del fuoco, la polizia locale ha posto sotto sequestro la zona. Le famiglie sgomberate - per le quali il sindaco Aurelio Russo ha messo a disposizione la palestra dell'IC Nicola Romeo - hanno trovato ospitalità presso parenti.

I PRECEDENTI
Così l'incubo si rinnova per i residenti del centro storico già interessato da due voragini: novembre 2017, via Giannangeli, con il crollo di un fabbricato; agosto 2018, via Padre Antonini, dove il cedimento ha trascinato nel vuoto parte di un edificio adiacente a quello direttamente interessato. L'area di via Giannangeli è ancora sotto sequestro da parte della magistratura, mentre a via Antonini si attende che sia completata la messa in sicurezza da parte dei proprietari. Sono ancora diversi i nuclei familiari che, ad oggi, non sono rientrati nelle loro abitazioni.
Non è ancora noto se ci sia una motivazione comune nei tre episodi ma, dopo il secondo, il sindaco aveva dichiarato lo stato di emergenza. A fine anno il Comune ha emanato un'ordinanza che obbliga i proprietari di abitazioni nel centro storico, dove risultino censite cavità, a verificarne lo stato e darne conto al Comune. «Solo una metà ha risposto all'ordinanza», fa sapere il sindaco, che intende valutare «con la magistratura, la Regione e i tecnici comunali azioni sostitutive: Sant'Antimo ha bisogno di tranquillità, particolarmente nel centro storico, al cui recupero sarà indirizzato anche il piano urbanistico comunale». Il Comune ha chiesto, già all'indomani del cedimento in via Padre Antonini, un finanziamento di sei milioni di euro al governo e alla Regione, per intervenire sulle cavità.

LA POLEMICA
«Le emergenze si affrontano con misure straordinarie immediate, venirsene nel 2019 ancora con il faremo e diremo è ridicolo» è il commento del consigliere dell'opposizione di centrodestra Corrado Chiariello, che accusa il sindaco di aver perso le risorse per la protezione civile e non aver usufruito di un fondo stanziato dalla Regione. Smorza le polemiche l'altra parte dell'opposizione, quella guidata dal consigliere di Dema-Agorà Peppe Italia: «Come per i due episodi precedenti faccio appello all'unità cittadina, civica, civile e politica. Quando ci si trova in certe situazioni non esistono bandiere, ma problemi da risolvere, che sembrano di singoli privati, ma che riguardano l'intera comunità, specialmente quella che vive nel centro storico».
Domenica 24 Marzo 2019, 12:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP