Chiaia, l'antico convento e lo scempio del palazzo dei Veterani

Venerdì 17 Luglio 2020 di Antonio Folle

Anno 1653. Quando i frati dell'Ordine dei Predicatori presero possesso per la prima volta dell'enorme complesso conventuale sorto a salita Vetriera difficilmente avrebbero immaginato che quasi quattro secoli dopo gli spazi dove avrebbero trascorso gran parte della loro vita monastica sarebbero stati trasformati, in abitazioni civili - rigorosamente abusive - in parcheggio per motorini e, infine, in una desolante discarica. E nell'ex complesso conventuale di Santa Maria a Betlemme, a due passi dall'aristocratica riviera di Chiaia, questo non è nemmeno l'ultimo degli "insulti" alla storia compiuti sulla scia dell'urbanizzazione selvaggia. Con l'Unità d'Italia e l'ondata anticlericale portata dai Savoia anche l'antico convento fu espropriato e parzialmente convertito a complesso abitativo. Sorte peggiore sarebbe arrivata circa cento anni dopo quando nel bellissimo chiostro qualcuno pensò bene di costruire l'enorme - ed orribile - palazzo dei Veterani, vero e proprio monumento al periodo storico conosciuto come le "mani sulla città". Erano gli inizi degli anni '60.
 

 

Oggi dell'antico splendore non resta praticamente più nulla anche se, a guardare con attenzione, qualche bella traccia del passato si può ancora intuire. Gli ingressi del corpo di fabbrica principale, quello che ospitava le celle dei frati, sono stati pesantemente murati. Nel corso degli anni, però, i muri di contenimento sono stati più volte abbattuti ed anche ai giorni nostri è facile accedere all'interno per assistere all'infame spettacolo di un edificio storico trasformato in una discarica. Salendo lo scalone principale, infatti, è possibile scorgere l'enorme catasta di rifiuti sui quali giacciono persino carcasse di scooter intere. 
 

Attraverso un passaggio ricavato nel muro di mattoni eretto per evitare intrusioni negli ambienti pericolanti si può accedere ad una enorme sala con ogni probabilità usata come refettorio. Addentrarsi oltre è impossibile sia causa dei massicci pali che puntellano i soffitti ormai sul punto di crollare sia per la totale oscurità che avvolge gli ambienti. 

Un abbandono totale ed una atmosfera spettrale mentre, a poche decine di metri, alcune famiglie occupano ancora gli appartamenti "creati" nel complesso di Santa Maria di Betlemme dopo la cacciata dei frati. Un silenzio tombale rotto solo dalla musica neomelodica "sparata" a tutto volume e dall'incedere pesante dei motorini dei residenti. 

Capitolo a parte per l'orribile palazzo Veterani, vera e propria "macchia" sull'intera città. Costruito da Achille Lauro nel 1956 sulle macerie di un edificio preesistente di epoca borbonica - e occupato abusivamente - si erge per nove piani e arriva a lambire fin anche il corpo di fabbrica principale del complesso dal quale - ma bisogna fare un grosso sforzo visivo - si possono ammirare ancora gli affreschi che adornano i soffitti. Nei progetti originari del "comandante" tutti gli edifici che circondano il palazzo Veterani dovevano essere abbattuti per dare respiro alla struttura e costruirvi intorno aiuole e giardinetti. Dell'intero progetto non si realizzò nulla e oggi il palazzo Veterani resta uno scempio ed un momumento alle cose "fatte a metà" che caratterizzano le amministrazioni comunali che si sono succedute nei decenni post secondo conflitto mondiale.

Nel 1978 la giunta Valenzi impegnò l'allora mostruosa cifra di 20 miliardi di lire per l'abbattimento del palazzo Veterani e per il recupero dei vari corpi di fabbrica dell'antico complesso conventuale. Un recupero finalizzato alla creazione di asili, palestre e ad attività ricreative per i residenti del quartiere. Una serie di contenziosi con alcuni privati causarono lo stop ai lavori. Era il 1982. Qualche anno dopo, nel 1994, l'allora sindaco Antonio Bassolino annunciò in pompa magna la "ripartenza" del progetto, con il recupero funzionale delle strutture abbandonate e il successivo abbattimento del palazzo dei Veterani. Ad oggi nulla e stato fatto e, anzi, stando a quanto raccontano alcuni residenti del quartiere, nel palazzone di nove piani gli occupanti sarebbero in massima parte abusivi. Nemmeno l'amministrazione de Magistris ha preso impegni precisi sul futuro di questa zona e, anzi, l'ultimo riferimento ufficiale che riguarda il palazzo dei Veterani e il complesso di Santa Maria di Betlemme è un bando di gara che risale al settembre 2006.

«Oggi questi spazi sono scempiati da discariche abusive e da carcasse di motorini abbandonate - spiega Nicole Mignogna del gruppo "Derive Suburbane" - praticamente se si fa eccezione delle poche sale affrescate, nelle quali è comunque impossibile accedere perchè murate, non c'è più niente da recuperare. Un vero peccato se si pensa alle potenzialità che ha ancora oggi questo luogo. Purtroppo - prosegue - per avviare reali progetti di recupero urbano bisognerebbe anzitutto sgomberare le decine di famiglie che vivono li, una impresa a dir poco ardua. La nostra speranza è che le istituzioni prendano finalmente atto di questa decisione e mettano in atto un serio progetto di ripristino e recupero che potrebbe dare sviluppo all'intero quartiere». 

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