La seconda vita di Materazzo, detenuto modello in aiuto dei più deboli

di Leandro Del Gaudio

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Gioca a scacchi con se stesso Luca «Luchino» Materazzo. E lo fa da una vita, ora più che mai che si trova in carcere alle prese con l'accusa di aver ammazzato il fratello Vittorio. Luca il presunto assassino, Luchino il volontario-assistente sociale; Luca il presunto carnefice del fratello 51enne, colpito a morte con oltre quaranta coltellate; Luchino che ringrazia giudici e cancellieri, quando fa una deposizione spontanea in aula; Luca che non si presenta in Tribunale, che rinuncia ai testi e che sembra - sottolineiamo sembra - volersi sottrarre al giorno più difficile, quello dell'esame da imputato; e Luchino che si conferma detenuto modello, lì in una cella del padiglione Firenze del carcere di Poggioreale, quella dei primari, quando offre la propria umanità e la propria esperienza giuridica per alleviare le ansie dei fratelli detenuti.

Due facce, una bianca e una nera, che giocano a nascondino da una vita, ora più che mai che si avvicina il giorno della sentenza, prevista tra aprile e maggio.
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Venerdì 8 Marzo 2019, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 08-03-2019 12:45
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