Tiziana, suicida per un video hot:
la madre ha un malore al funerale
«Basta violenza di massa sul web»

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di Pino Neri

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«Il sacrificio di mia figlia non deve essere vano. È necessario agire per fermare questa violenza di massa sul web, Tiziana è stata uccisa da tutto questo». È l'appello rivolto innanzitutto ai politici presenti in chiesa, per le esequie, dalla madre della 31enne che si è suicidata per un video hot finito sui social network, agitata anche perché condannata a pagare 20mila euro di spese legali per ottenere la rimozione del filmato. Stesso messaggio ribadito dal parroco, don Giuseppe Ravo, che ha celebrato il funerale nella chiesa di San Giacomo a Casalnuovo, ricordando il «cuore buono» di Tiziana Cantone. «Preghiamo per la conversione di chi vive nella malvagità. Dobbiamo fare in modo che ci siano leggi che tutelino queste persone. Così riusciremo ad amarci e rispettarci», ha detto. «Dobbiamo guardarci negli occhi e parlarci davvero, quella virtuale non è vera comunicazione. Per questo dobbiamo smetterla: in Italia abbiamo più telefonini che abitanti. Tiziana è stata uccisa anche dall'isolamento».

Un addio straziante. Al momento del passaggio della bara bianca in chiesa Teresa Giglio ha avuto un malore e ha gridato il nome della figlia. La donna si è accasciata a terra ed è stato necessario l'intervento dei parenti per sorreggerla. Gli automobilisti, in transito davanti alla chiesa di San Giacomo, si sono fatti il segno della croce. Assenti gli amici della ragazza: «Sono quelli che l'hanno crocifissa», ha detto una donna vicina alla famiglia.
 
 
 
L'assessore alle Pari opportunità del Comune di Napoli, Daniela Villani, ha partecipato ai funerali di Tiziana. «È vittima di una cultura sessista che tragicamente incide sulla vita delle donne. Il divario di genere comincia dove si stabilisce una demarcazione tra il giudizio destinato a una donna, perché donna, e quello destinato a un uomo, perché uomo. Le logiche del branco agiscono perpetrando tali differenze di genere, che si adeguano pericolosamente a tempi e tecnologie, segnando e mietendo vite». Secondo Villani, «nella conversazione globale, ovvero una comunità online costruita sull'idea che ogni contributo sia ugualmente valido, poco importa se qualcuno viene schiacciato da questo meccanismo, i molestatori assumono la stessa importanza delle loro vittime. Ma dal momento che il molestatore riduce la sua vittima al silenzio, diventa più importante imponendo la propria ideologia. Ecco perché il web sembrerebbe avere un'innata tendenza ad incitare all'odio».

In chiesa anche l'assessore regionale alle pari opportunità Chiara Marciani, il sindaco di Mugnano Luigi Sarnataro, il primo cittadino di Casalnuovo Massimo Pelliccia, il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, che ha abbracciato la mamma della 31enne e promesso: 
«Solleciterò la giunta guidata dal governatore De Luca a costituirsi parte civile e ad aiutare economicamente la famiglia, come fatto per Carla, la giovane donna di Pozzuoli incinta ustionata dall'ex compagno».
Giovedì 15 Settembre 2016, 13:52 - Ultimo aggiornamento: 16-09-2016 08:21
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