Parisio: «Il 'mio' Circolo Posillipo
comprerà presto la storica sede»

Martedì 28 Settembre 2021 di Gianluca Agata
Parisio: «Il 'mio' Circolo Posillipo comprerà presto la storica sede»

Quello dei giovani per Filippo Parisio, 72enne consulente finanziario, neo presidente del Circolo Posillipo, è un chiodo fisso. I baretti a Chiaia proprio non vanno giù. Meglio cercare di concentrare tutte le proprie forze per inventarsi qualsiasi cosa pur di tenerli al Circolo, in un ambiente in cui si possano insegnare valori per crescere le generazioni del futuro, «altrimenti questo circolo muore».

E come fare?
«È necessario mantenere la nostra identità. Sa cosa ci dicono oggi i ragazzi?».

Prego.
«Siete tutti vecchi. E hanno ragione. Oggi la media di età dei soci è tra i 55 ed il 65 anni. Dietro di noi non c'è più nulla. La sera i ragazzi vanno al vicoletto Belledonne a bere o a farsi. Non abbiamo una proposta per i quindicenni o i sedicenni».

E qual è la sua proposta?
«Creare delle attrattive. Un dj, delle serate loro dedicate, l'opportunità di invitare una ragazza o qualche amico, di passare una serata tranquilla in un ambiente protetto. La nostra mission non è quella di avere 5-6 barche in più all'ormeggio. Tutte le nostre attività devono essere propedeutiche allo sport ed alla crescita dei giovani. Come facciamo a ritrovare i Silipo, i Porzio, i Postiglione. Si sono innamorati del circolo, sono cresciuti con noi ed hanno creato anche le fortune della nostra storia».

È anche in questo il suo mandato di rifondazione?
«Sicuramente sì. E se ho avuto tanti voti in più rispetto al presidente uscente che, per ruolo, parte di base avvantaggiato rispetto ad un singolo socio, significa che i soci hanno capito questa voglia di cambiamento».

Prima sfida l'acquisto della casa sociale.
«È un circolo che ha tre proprietari: per la gran parte del Comune, poi Demanio e autorità Portuale. Abbiamo esercitato il nostro diritto di prelazione all'acquisto versando 350mila euro. Il bando non è stato ancora fatto. Siamo in attesa di comprarlo. Speriamo in un sindaco che abbia intenzione di darci una mano. Non abbiamo dividendi. Manteniamo 12-13 attività sportive e una sessantina di istruttori. La quota sociale è di 120 euro al mese, 4 euro al giorno, meno di un pacchetto di sigarette. Il tutto questo con 36 dipendenti ed un monte quote associative che supera di poco il milione. I debiti sono maggiori delle entrate».

E se non si trovano sponsor?
«Nel mio programma ho parlato di dimensionamento di tutte le attività. Le cose che non ci possiamo permettere non le faremo. Quelle che ci potremo permettere cercheremo di metterle a frutto».

Ad esempio?
«Occorre fare una riflessione sulla serie A1 di pallanuoto. La Canottieri ha avuto il coraggio di scegliere la via della serie A2 per poi tornare. Meglio retrocedere di una categoria passando da 400mila a 70mila euro di budget, piuttosto che rimanere con costi insostenibili. Noi dobbiamo crescere i nostri ragazzi. Con questi torneremo ad essere il Posillipo che tutti conoscevamo. Anche il Napoli è tornato grande dopo aver conosciuto la serie C. Se deve essere ben venga la serie A2».

Un'opera di dimensionamento che passa anche dai soci?
«Dobbiamo essere tutti coinvolti. Non ho paura di perdere soci in seguito ad un aumento della quota sociale. Ho detto ai soci che avrei rivoluzionato il circolo. Sono stato chiaro. Se non andava bene non mi avrebbero dovuto votare».
Che ruolo ha oggi un circolo rispetto alla città? «Importantissimo. È un riparo per i giovani. Una scuola di morale ed insegnamento di vita. Se sei leale nello sport lo sei anche nella vita. Noi insegniamo valori e sacrificio. Non il tutto e subito che porta alla droga. I giovani oggi non hanno rispetto per nessuno. Il nostro compito è quello di invertire questa tendenza».

Ed il blitz della Guardia di Finanza?
«Come socio mi sono sentito offeso. Sono venuti con i droni bloccando ingressi da mare e da terra. Ci hanno trattato come i Casalesi o i Casamonica. E tutto questo per cosa? Per 4-5 posti barca in più? Mi è sembrata una cosa assurda che accade in tutti i circoli. Irregolarità da sanare, non crimini da colpire come se fossimo dei criminali».

Al prossimo sindaco cosa chiedete?
«Al Posillipo sono venuti tutti e quattro i principali aspiranti sindaci. A tutti abbiamo chiesto e chiederemo di non abbandonarci. Che il Circolo rimanga un oggetto prezioso per la città di Napoli. Non farci sfrattare. Siamo un rifugio per i ragazzi. Se chiudiamo il circolo ci saranno 2000 ragazzi di cui non avremo notizia e le prometto che se dovessimo chiudere mi incateno all'ingresso del circolo per non farci scippare della nostra storia e del nostro presente e futuro».

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