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Circumvesuviana, intervista al macchinista: «Non siamo dei privilegiati, i treni hanno più di 50 anni»

Martedì 28 Giugno 2022 di Francesco Gravetti
Circumvesuviana, intervista al macchinista: «Non siamo dei privilegiati, i treni hanno più di 50 anni»

«Privilegiato io? Se paragonato a chi ha perso il lavoro durante la pandemia sicuramente lo sono. Ma non lo sono rispetto a tutti i miei altri colleghi. In Circumvesuviana conduciamo treni vecchi anche di 50 anni, in cabina non c'è aria condizionata e ogni tanto veniamo pure picchiati». Michele Nastri ha 40 anni, lavora in Eav dal 2015 ed è un macchinista laureato in Giurisprudenza.

I macchinisti della Circum sono sotto i riflettori, accusati di lavorare poco e guadagnare tanto.
«Posso mostrare la busta paga in qualsiasi momento, non ho problemi. Guadagno circa 1.800 euro al mese, che diventano 2.000 con gli straordinari. Io ne faccio più o meno uno a settimana, ma ciò avviene perché l'organico è ridotto e mancano più o meno trenta turni da coprire su cento».

L'azienda ha parlato di 2.300 o 2.400 euro al mese.
«Non sono cifre esatte, ci sono macchinisti più anziani che guadagnano più di me ma anche neo-assunti che guadagnano 1.600 euro. Non so da dove siano state prese certe cifre, ma ritengo che tirarle fuori in questo modo può essere pure pericoloso, veniamo esposti alla rabbia della gente».

Ma la gente non ha forse ragione ad essere arrabbiata? Non ha diritto a un buon servizio?
«Se il servizio in Circumvesuviana è scadente, non è colpa dei macchinisti o, in generale, dei lavoratori, ma di una disorganizzazione generale e di una serie di carenze che subiamo anche noi. E in ogni caso nessun disservizio giustifica la violenza. Io nel 2019 fui aggredito da un balordo a Sorrento, stiamo svolgendo ancora il processo: lo dico per sottolineare che il nostro lavoro non è facile, siamo a rischio tutti i giorni».

Siete a rischio, ok. Ma voi macchinisti guidate poco più di tre ore al giorno. Non è poco?
«È quanto previsto dal contratto nazionale, non lo abbiamo deciso noi. Già da un anno il tempo alla guida è aumentato, adesso si parla di ulteriori trenta minuti, ma se i macchinisti hanno smesso di collaborare con l'azienda e di rifiutare lo straordinario non è per colpa dei trenta minuti, quello è un accordo già chiuso e attuato da tempo».

E allora perché?
«Perché quando il limite di velocità per i treni della Circum è passato da 50 a 70 km/orari i sindacati e l'azienda siglarono un cronoprogramma che prevedeva una serie di accorgimenti per migliorare la sicurezza di tutti, sia lavoratori che pendolari. Sa che il capotreno sta in cabina col macchinista? Ecco, noi abbiamo chiesto, per esempio, che anche il capotreno abbia in dotazione una tromba e un freno, in modo da dare un supporto vero al macchinista. L'azienda ha disatteso questi impegni e noi abbiamo smesso di collaborare».

Scusi, ma è una storia molto diversa da quella che raccontano in Eav. L'azienda dice che è tutta una questione di soldi.
«L'azienda ci attacca sul rifiuto dello straordinario e non dice nulla sull'assenteismo. E sa perché? Perché in Eav c'è un tasso di assenteismo pari quasi a zero. Io dall'inizio dell'anno ho preso solo un giorno di permesso e due di malattia. In questi giorni è andato in vigore l'orario estivo, che sarebbe partito anche senza il nostro rifiuto dello straordinario: questo muro contro muro non giova a nessuno». 

Ultimo aggiornamento: 15:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA