Ciro, sei minuti d’orrore: qualcuno
lo ha visto aggrappato a quel treno

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di Gigi Di Fiore

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Ciro era aggrappato alla carrozza con le porte chiuse, fermo sul predellino all’esterno. Il treno Regionale delle 21,22, che in sei minuti lo avrebbe dovuto portare a Casoria, partiva da Napoli. E dalle telecamere della Stazione centrale si nota con chiarezza che c’è qualcuno che guarda la scena e si rende conto di cosa stia accadendo. Una persona che gli agenti della Squadra mobile della polizia, guidati da Luigi Rinella, stanno identificando. Una persona che si è guardato bene dal dare l’allarme, dall’avvisare la Polfer o il personale delle Ferrovie che un ragazzo era sul predellino fuori le porte del treno in partenza.

Fatalità con responsabilità di omissioni umane, predestinazione per una decisione azzardata che è costata la morte a Ciro, preoccupato di non poter rispettare l’orario dell’appuntamento con il padre che era ad attenderlo alla stazione di Casoria. Le immagini dei video, che la polizia ha esaminato più volte con attenzione, forniscono un’altra agghiacciante verità: Ciro si è aggrappato al predellino di una delle due carrozze rimaste vuote, che erano con le luci spente. Nessuno, quindi, poteva vederlo dall’interno e dare l’allarme. Nelle altre cinque carrozze, il treno era invece affollato, due soltanto erano vuote e completamente al buio. Ad una era aggrappato Ciro.

Ma oggi nell’inchiesta del pm Barbara Buonanno della Procura di Napoli nord, guidata da Francesco Greco, ci sarà un passaggio fondamentale. Verrà eseguita l’autopsia affidata al medico legale Massimo Esposito. Un’operazione da cui dovranno arrivare una serie di riscontri determinanti all’indagine. Si potrà conoscere l’ora approssimativa della morte e le sue cause dirette. Si potrà anche capire se Ciro, cadendo dal treno a non molta distanza dalla stazione di arrivo, sia morto subito o se invece, soccorso, poteva ancora essere salvato.

Gli avvisi sull’autopsia, notificati ai genitori del ragazzo, contengono ancora l’ipotesi di reato iniziale iscritta all’apertura del fascicolo: omicidio. Ma si tratta di atti preparati prima della visione completa dei video registrati dalle telecamere della Stazione centrale. La Procura di Napoli nord attende l’informativa conclusiva della Squadra mobile e i risultati dell’autopsia. Poi i magistrati decideranno se avviare un’indagine per omicidio colposo, nell’ipotesi di eventuali carenze nel sistema di sicurezza o nei controlli del personale ferroviario che doveva vigilare su quel treno.

Sul tragitto, che collega Napoli a Caserta, la stazione di Casoria-Afragola è la prima. Non esistono fermate intermedie. Tre le tipologie di treni impiegati. Due sono più moderni e di più recente acquisto. Il terzo, invece, ha qualche anno in più ed ha il famoso predellino servito di appiglio a Ciro, per salire di corsa e tentare di arrivare, nonostante il ritardo, in orario a casa.

La ricostruzione delle sequenze video, accompagnata dai segnali delle celle di aggancio del cellulare di Ciro, consentono una ricostruzione credibile in attesa dei risultati dell’autopsia. In un’immagine si vede Ciro correre verso il treno, nel timore di perderlo. È in ritardo ma, prima di guardare il frame decisivo del video, gli inquirenti avevano le tracce del cellulare che si muoveva da Napoli verso Casoria. È questa la cella di aggancio ultima. Non restava che visionare le immagini delle telecamere della stazione di arrivo, ma nessuna registra il passaggio del ragazzo. Poi, finalmente arrivano le immagini di Ciro aggrappato al predellino del treno in partenza.

Seguendo i segnali del cellulare, si è individuato il corpo senza vita del ragazzo. Non molto distante viene ritrovato anche il cellulare. La logica, i segnali di un’indagine condotta con l’aiuto soprattutto di strumenti tecnici come i filmati e le tracce lasciate sulle celle di aggancio dal telefonino, hanno reso possibile arrivare all’agghiacciante verità. Una morte che ha dell’incredibile, nella sua spaventosa linearità.

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Giovedì 25 Gennaio 2018, 22:58 - Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 16:27
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5 di 5 commenti presenti
2018-01-29 14:54:31
egregio sig. yuri, a quella ora il regionale è molto affollato e secondo il mio modesto parere, probabilmente qualcuno avrà visto il ragazzo appeso al di fuori della porta e non si è degnato di avvisare il capo treno. ma che razza di ragionamento fa lei, che PARAGONE è con il ragazzo sopra al motorino senza casco e che c'entra essere infame in una situazione del genere . se lei si fosse trovato sul quel treno vedendo il ragazzo appeso ad esso, CHE COSA AVREBBE FATTO!!!!! RISPONDA..da come ha commentato avrebbe cambiato carrozza, per non essere "INFAME" ma infame di che, cercare di avvisare il capotreno che un ragazzo, per bravata o incoscienza sta correndo un pericolo mortale, come purtroppo è accaduto. MAH. che strano commento il suo.........
2018-01-26 11:04:00
Che dire 'sti ragazzini sono proprie delle scatole vuote,involucri senza cervello. Pure gli animali percepiscono il senso del pericolo,attivando l'istinto di autoconservazione e sopravvivenza. Compiango i genitori che si trovano a dover gestire simili alieni e comprendo che è impresa quasi impossibile educarli.
2018-01-26 09:33:14
Qui c'è una serie considerazione da fare su questa generazione di giovani cosiddetta "millennial". Qualcosa non sta funzionando nella loro formazione.
2018-01-26 00:07:59
una situazione ai limiti dell'umano, questo pseudo testimone, se è vero che c'è, non ha ritenuto opportuno avvisare ed allertare la polfer o i responsabili della stazione. non sei degno di esistere.... e mi limito a questo.
2018-01-29 03:30:04
Se si dovesse allertare la polizia ogni qualvolta uno si mette in pericolo,staremmo freschi.Quante volte si dovrebbe chiamare la polizia per chi va in motorino in 3 senza casco? E poi qual è il confine tra la trovata geniale e l'incoscienza?Se il ragazzo fosse arrivato a Casoria viaggiando sul predellino sarebbe stato un piccolo eroe.Se qualcuno avesse avvisato la polfer e costoro avessero fermato il treno,ammesso che ce ne sarebbe stato il tempo (parliamo di 5-6 minuti),allora sarebbe potuto passare anche per infame.Quindi non mettiamo nei guai altre persone con un processo a posteriori.

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