Favori ai vigilantes della camorra:
indagati due funzionari della prefettura

Mercoledì 29 Gennaio 2020 di Mary Liguori
Favori ai vigilantes della camorra: indagati due funzionari della prefettura

Avrebbero tentato di favorire la Roma Security, agenzia per la vigilanza privata del cognato del boss Bidognetti, mettendo a posto le carte in Prefettura a Napoli per consentire alla società, già sotto controllo per i legami con la camorra, di ottenere permessi che altrimenti non avrebbero potuto avere. Con questa accusa, cristallizzata nell’ipotesi di reato di traffico di influenze aggravato dal metodo mafioso, è indagato Giorgio Pietrelli, un funzionario della Prefettura di Napoli. A un secondo dipendente, Antonio Ricci, è contestata la stessa accusa, ma senza l’articolo 7. In cambio dei favori che aveva promesso ai dirigenti dell’agenzia, il funzionario pubblico avrebbe chiesto posti di lavoro per suo figlio e per i suoi nipoti.

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Le promesse però non si sarebbero concretizzate. Ci sarebbe invece stato un tentativo da parte di Enrico Verso, cognato di Raffaele Bidognetti, di mettere le mani sul settore della vigilanza privata anche in Toscana dove, ieri, i carabinieri hanno sequestrato la società «I Pretoriani» attraverso la quale, prima della Roma Security, l’imprenditore tentò di espandere a Massa Carrara i suoi affari. È lo scheletro dell’ordinanza di custodia cautelare che ieri mattina ha colpito tre persone e ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di cinque soggetti, tra i quali i due dipendenti della Prefettura partenopea. 

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Le persone coinvolte sono Enrico Verso, 57 anni, già detenuto, Antonio D’Abbronzo, 48 anni, e Carlo Verdone, 60 anni, entrambi agli arresti domiciliari, e Alessandro Barbieri, 71 anni, amministratore unico della società di vigilanza privata armata «I Pretoriani S.r.l.», al quale è stato notificato un divieto di ritorno in Campania. Le misure cautelari sono state notificate nelle province di Caserta, Napoli, Roma e Massa Carrara. L’indagine coordinata dal sostituto procuratore Antimafia Alessandro D’Alessio è stata delegata ai carabinieri del Gruppo di Aversa, agli ordini del tenente colonnello Donato D’Amato. Si tratta degli sviluppi dell’indagine che, nei mesi scorsi, portò al sequestro della Roma Security e alla scoperta delle infiltrazioni della criminalità organizzata casertana nel settore della vigilanza privata. 

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«Risolviamola legalmente... altrimenti chiamo Enrico Verso”. Alessandro Barbieri, titolare della Pretoriani Srl era consapevole di essersi messo in affari con la criminalità organizzata. Lo prova, secondo il gip, questa intercettazione in cui, quando Verso attraverso D’Abbronzo, suo braccio destro, prende in gestione per un periodo un ramo d’azienda della società toscana e, per farsi valere, Barbieri non esita a spendere il nome del casalese. Si tratta di uno degli spaccati più significativi dell’ordinanza che ieri ha scompaginato il gruppo. Dopo una prima fase di controllo diretto sulla società massese, i due gruppi imprenditoriali tornano a separarsi ma, ritiene la Dda di Napoli, ciò non avviene senza condizioni.

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Ciascuna società si sarebbe impegnata a non invadere il territorio dell’altra: la Pretoriani, dunque, avrebbe conservato la propria egemonia a Massa Carrara mentre la Roma Security si sarebbe garantita il controllo del mercato nell’Agro aversano e nel Lazio. Durante l’indagine è infatti emerso che, attraverso Carlo Verdone, socio romano di Verso, la ditta casalese era riuscita a penetrare il settore al punto da essersi assicurata tra i clienti società cinematografiche e addirittura alcune sezioni di Cinecittà. «Lavoriamo con quelli di Ben Hur...» una delle frasi intercettate dalle cimici dei carabinieri, una frase che rimanda il giro d’affari che la Roma Security, fermata l’anno scorso dall’indagine della Dda di Napoli, gestiva sia in Campania che nel Lazio. E. da quanto emerso dall’ultima parte delle indagini, le mire espansionistiche di Verso puntavano anche in Toscana. 
 

Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio, 08:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA