Cliniche private in Campania
duemila licenziamenti al via

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di Ettore Mautone

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È vento di bufera quello che spira tra Napoli e Roma sulle trattative in corso per sciogliere il nodo dei tetti di spesa attribuiti ai centri privati accreditati. Dal 1° ottobre, in assenza della firma dei contratti con le Asl (allo stato in alto mare) le 1500 strutture che compongono questo segmento assistenziale che assorbe circa il 60% di tutte le prestazioni ambulatoriali e di ricovero in Campania, passerà al regime totalmente privato. Ciò significa che i cittadini dovranno pagare di tasca propria prestazioni di laboratorio, diagnostiche, ricoveri in case di cura e l'assistenza riabilitativa ai disabili. L'unica alternativa sarà rivolgersi alle strutture pubbliche con tutti i disagi legati a liste d'attesa proibitive e un'offerta pubblica che, nel caso della riabilitazione, è pressoché residuale.

Dopo il fallimento della mediazione tentata in extremis la scorsa settimana dal presidente della Regione Vincenzo De Luca e a fronte dell'irrigidimento della posizione assunta dai commissari che hanno risposto col pollice verso ai documenti di sintesi proposti per modificare non solo l'entità dei finanziamenti ma anche solo le modalità di assegnazione delle risorse, De Luca è intenzionato a spostare l'asse del confronto sui tavoli romani. Già domani il governatore sarà a Roma dove ha intenzione di porre la questione chiedere al ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

«Stiamo discutendo da mesi con i commissari avverte De Luca - e ci stiamo scontrando sul problema del rapporto con le strutture private accreditate. Non condivido la posizione assunta dai commissari che considerano i privati tutti ladri o fonte di sprechi intendendo l'assistenza solo pubblica. Una posizione totalmente ideologica e inaccettabile. Parlerò con il ministro Lorenzin e altri esponenti di governo ribadendo che sono nettamente contrario a questa visione politica. Intendo tutelare fino in fondo gli investitori seri anche nel campo della Sanità privata così anche i tanti medici e lavoratori impegnati in questo settore assistenziale». Intanto il tempo delle trattative stringe. Ma in assenza di novità lo scenario che si profila è molto critico.

 
Giovedì 29 Settembre 2016, 08:47 - Ultimo aggiornamento: 29-09-2016 10:29


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