Colpe professionali, convegno di giuristi e medici

Quanto incide la responsabilità di chi opera? Ecco la sintesi di indagini penali e relazioni scientifiche

Colpe professionali, convegno di giuristi e medici
Colpe professionali, convegno di giuristi e medici
Leandro Del Gaudiodi Leandro Del Gaudio
Mercoledì 6 Dicembre 2023, 11:11 - Ultimo agg. 11:27
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Approcci diversi, esperienze professionali differenti (anche se in alcuni casi l'una complementare all'altra), studi e attitudini non assimilabili per arrivare a un punto fermo: gran parte dei casi di colpe professionali all'interno di una sala operatoria non dipende dal lavoro o dalla responsabilità del chirurgo o della equipe di sua strettissima fiducia ma da altri fattori. È uno dei punti cardine della ricerca e del lavoro di formazione del medico Pasquale Ruffolo, che ha riunito attorno allo stesso tavolo profili professionali differenti, in un dibattito scandito dal ritmo di interventi e domande incrociate. Una tavola rotonda maieutica, capace di far venire fuori un punto condiviso, secondo l'approccio scientifico che ha scandito la carriera e l'attività lavoratova dello stesso Ruffolo. In sintesi, per una intera mattinata – nella sede dell'Ordine dei medici – si sono confrontati magistrati e giuristi, chirurghi, primari, farmacisti, analisti nel campo assicurativo, giornalisti. E qual è la verità emersa dal dialogo? Proviamo a usare le parole dello stesso Ruffolo, ovviamente alla luce di quanto raccontato dai relatori del convegno: «Prima di una valutazione della colpa professionale di un medico bisogna esaminare l'adeguatezza delle strutture sanitarie, sia delle sue dotazioni sanitarie in particolar modo chirurgiche (sia convenzionate che private), a proposito delle condizioni delle sale operatorie, delle diagnostiche interventistiche, delle terapie intensive e dell'intero corredo in dotazione al medico che opera».

Ed è in questo contesto che è doveroso – secondo lo studioso – una «corretta valutazione dei rischi finalizzata ad ottenere una migliore pianificazione dell'assistenza sanitaria al paziente», una valutazione che va effettuata prima che accada un evento, «ma anche successivamente, per valutare eventuali criticità e la adeguatezza della struttura chiamata in causa». 

Ma chi sono gli specialisti intervenuti nel corso del dibattito? Al centro del convegno, la relazione del professore Luigi Pastorelli, con la sua metodica di analisi di rischi Ler-Law Engineering Risk (metodica redatta dal gruppo Schult'z), a supporto della riduzione di frequenza di accadimento di un evento avverso in ambito sanitario e ospedaliero.

Decisivi, nel corso del simposio, il contributo offerto dal pm della Procura di Napoli Ciro Capasso, che è intervenuto sul rapporto tra colpa medica e carenze sanitarie, con un approccio laico, de-ideologizzato, frutto di anni di esperienza nella conduzione di indagini per reati colposi. É stato il magistrato partenopeo, infatti, ad avvertire un eccessivo ricorso alla giustizia penale, a proposito di casi legati alle colpe mediche.

Ad alternarsi nel corso del convegno, il primario del Cardarelli Fedelini, con la sua Valutazione dei rischi e la chirurgia dei tumori alla prostata, partendo da un dato numerico: ogni anno, sono tremila gli interventi al Cardarelli, con liste di attesa che possono durare anche due anni.

Al dottor De Werra, è toccata invece l'analisi delle linee guida vigenti in chirurgia per la riduzione delle infezioni e delle complicanze post-chirurgiche; mentre il dottor Acquaviva si è dedicato alle Resistenze alle antibiotecoterapie.

Chiaro l'assunto di Acquaviva: «Serve maggiore attenzione e informazione nella vendita di antibiotici. Doverosa una comunicazione diretta ad abbattere gli abusi nella somministrazione».

Fatto sta che, grazie ai singoli contributi scientifici, si arriva a un punto fermo: «Il 65 per cento dei casi di colpa professionale dipendono dall'adeguatezza delle strutture a disposizioni, spostando così l'attenzione sul cattivo funzionamento della struttura sanitaria stessa». Quanto basta a insistere – dice Ruffolo – su investimenti in materia di innovazione e modernizzazione.

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