Commissario Ricciardi, rubato il trench al Gambrinus: «Sarà stato qualcuno che aveva freddo»

Sabato 16 Ottobre 2021 di Valentino Di Giacomo
Commissario Ricciardi, rubato il trench al Gambrinus: «Sarà stato qualcuno che aveva freddo»

C'è un nuovo caso da risolvere per il Commissario Ricciardi, ma stavolta non tra le pagine di un romanzo o sulle scene di una fiction. È tutto vero: il trench indossato dal celebre personaggio, creato dalla penna dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni, è realmente sparito. L'impermeabile si trovava su un attaccapanni in legno del Gambrinus, lì dove i titolari del celebre caffè partenopeo di piazza Trieste e Trento lo avevano adagiato come omaggio di fianco ad un «tavolo «riservato al Commissario Ricciardi», proprio quel tavolino dove il malinconico investigatore della Regia Questura andava per godersi la sua sfogliatella e un buon caffè. «Non crediamo - spiegano i titolari del locale - si sia trattato di un ladro comune, ma di qualche appassionato dei romanzi o della serie-tv Rai e che ha voluto portare con sé il cimelio». Ci ride su, invece, Maurizio De Giovanni, che ha dato vita vera a quel geniale e malinconico poliziotto: «L'impermeabile - dice ridendo - lo avrà preso qualcuno che voleva coprirsi dal primo vento freddo arrivato in città». 

Il trench era stato donato al Gambrinus dalla storica sartoria di abiti teatrali e cinematografici Canzanella. Si trattava di una copia del trench indossato nella trasposizione cinematografica dall'attore Lino Guanciale che impersona il personaggio nella serie Rai. I titolari del caffè partenopeo avevano voluto custodire quel capo d'abbigliamento per ricordare il celebre Commissario della storia ambientata negli anni 30 partorita dalla fantasia di Maurizio De Giovanni. L'impermeabile era stato sistemato in sala dallo scorso 13 luglio proprio accanto al fotografatissimo tavolino che già prima del successo della serie televisiva era diventato meta di pellegrinaggio dai tantissimi appassionati dalle storie partorite dalla fantasia di De Giovanni. «Siamo rimasti molto male - racconta uno dei titolari del Gambrinus, Antonio Sergio - perché quel capo d'abbigliamento aveva soltanto un valore simbolico, si trattava solo di una copia dell'originale. Su chi possa essere stato davvero non abbiamo idea, sappiamo solo che quando il furto è avvenuto il locale era molto affollato anche da stranieri». Al Gambrinus sono convinti che a portar via il celebre paletot sia stato qualche libro-maniaco del Commissario Ricciardi che si è così impossessato di un cimelio introvabile. 

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Preferisce invece scherzarci su circa il mistero del trench scomparso Maurizio De Giovanni, ieri al Salone del libro di Torino per presentare la sua nuova opera sui Bastardi di Pizzofalcone. «Non so - dice sorridendo lo scrittore - se il responsabile sia qualche appassionato del mio personaggio, per me si tratta di qualcuno che aveva freddo o forse di chi, sbadatamente, ha confuso il proprio soprabito con quello del Commissario». E ora - se davvero c'è l'intenzione di ritrovare il trench - dovrà pensarci qualche poliziotto in carne ed ossa dei giorni nostri perché De Giovanni si dice certo che un caso simile mai appassionerebbe Luigi Alfredo Ricciardi. «Non essendo un delitto e - spiega - non essendoci un morto, il mio Commissario avrebbe difficoltà ad utilizzare il suo potere per svelare il mistero». Non potrebbe verificarsi ciò che lo stesso Ricciardi chiama Il Fatto: la caratteristica segreta di percepire gli spettri delle vittime di morte violenta in un'immagine evanescente nei luoghi del decesso, che continuano a ripetere ossessivamente la frase che stavano dicendo o pensando nel momento della morte. Dal Gambrinus tengono invece a sottolineare che «il locale è sicuro - come ricorda ironicamente Massimiliano Rosati - purché in giro non ci sia qualche appassionato di cimeli di opere letterarie o cinematografiche». 

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 08:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA