Concorsi truccati per Esercito
​e polizia: 151 imputati a processo

Venerdì 24 Gennaio 2020 di Dario Sautto
Per superare il concorso alla Polizia Penitenziaria e per l'Esercito avevano acquistato le risposte ai quiz, con il primo che fu annullato e ripetuto un anno dopo. C'era chi aveva i «suggeritori» grazie a un mini auricolare bluetooth, chi aveva trascritto le risposte esatte su foglietti o cover dei telefonini, chi era in possesso dell'algoritmo, cioè la formula sufficiente a rispondere esattamente a tutti i quesiti, ma anche della pandetta necessaria per le risposte ai quiz di matematica e logica, e chi addirittura era stato bocciato nonostante conoscesse i risultati dei singoli quiz.

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IL RINVIO
Ad ottobre, saranno tutti quanti a processo. Si tratta di ben 151 tra aspiranti agenti della penitenziaria e militari, provenienti soprattutto da Napoli, Caserta e dintorni, ma anche da Salerno, Benevento, Avellino, Foggia, Taranto, Torino, Oristano e Palermo. Sono accusati a vario titolo di truffa, ricettazione e del reato di repressione della falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche. Dopo le condanne arrivate a novembre in abbreviato per alcuni degli imputati, il pm Antonello Ardituro ha citato in giudizio tutti i beneficiari della corruzione e della rivelazione di segreto d'ufficio, con la fissazione della prima udienza dinanzi al giudice monocratico Giuliana Taglialatela.

IL LAVORO
Un esercito di giovani disoccupati in cerca di un posto di lavoro «sicuro» tra le forze armate, tutti tra i 20 e i 30 anni, che si sarebbero avvicinati ad un gruppo che era in possesso delle risposte ai quiz del 2016. Tra questi l'ex generale in pensione, Ciro Fiore, e il maresciallo della guardia di finanza Giuseppe Claudio Fastampa, in abbreviato condannati due mesi fa a 2 anni di reclusione come capi dell'organizzazione, insieme a Giuseppe Zarrillo, Sabato Vacchiano e Massimo Di Palma (un anno e 4 mesi), anche se nell'inchiesta sono stati coinvolti anche Dario Latela, Carolina Caiazzo, Daniele Caruso e Luigi Masiello. La doppia selezione si era svolta per la Penitenziaria ad aprile di quattro anni fa, per l'Esercito a luglio dello stesso anno. Ma almeno 151 candidati erano già a conoscenza delle risposte esatte. Una decina di giovani concorrenti del Vesuviano furono esclusi già sul momento, perché scoperti durante lo svolgimento della prova scritta con auricolari o celluari, ma anche cover di telefonini, braccialetti e tshirt dove erano scritte le risposte esatte con lettere e numeri.

LE PROVE
Altri cinque non hanno neanche superato la prova scritta nonostante l'acquisto delle risposte esatte. Erano in ballo 300 posti nella Polizia Penitenziaria maschile, 100 in quella femminile e oltre 2mila come volontari in ferma prefissata quadriennale per Esercito, Aeronautica Militare, Marina militare e Capitaneria di Porto I concorrenti casertani imputati sono residenti a Caserta, ma anche a Capua, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere, Aversa, Marcianise, Parete, Teverola, San Felice a Cancello, Frignano e San Marco Evangelista. Sospettando gravi irregolarità, il Capo del Dipartimento della Polizia penitenziaria aveva annullato la prova scritta disponendo la rinnovazione del concorso, che fu espletato poi a luglio 2017 con un anno di ritardo. E tra i nuovi aspiranti, che hanno superato i quiz, ci sono anche alcuni dei giovani che saranno a processo il prossimo 14 ottobre. Lo scandalo dei concorsi era esploso tra ottobre 2018 e febbraio scorso, quando due operazioni della guardia di finanza avevano portato all'arresto di una decina di persone, accusate di essere in possesso delle risposte ai quiz e di averle vendute per decine di migliaia di euro. Nel corso delle perquisizioni, furono sequestrati un fuoristrada Hummer e uno scooter di grossa cilindrata. Ultimo aggiornamento: 11:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA