Concorsi truccati: interdizione per sei docenti universitari

di Mary Liguori

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Concorsi truccati per l’abilitazione dei docenti di diritto tributario: dopo il terremoto che ha colpito il mondo accademico nel settembre scorso, arriva una nuova tegola sui professori coinvolti nell’inchiesta della procura di Firenze.
Il gip Angelo Antonio Pezzuti, all’esito dell’interrogatorio di una parte dei cinquanta indagati, ha disposto sei nuove misure interdittive. Il dispositivo spiccato in accoglimento della richiesta della procura di Firenze ha colpito Augusto Fantozzi, Pasquale Russo, Francesco Natale Tesauro, Eugenio Morongiu, Andrea Fedele e Andrea Parlato. L’inchiesta è quella denominata «Chiamata alle armi», delegata alla guardia di finanza, che colpì docenti a Napoli, Roma, Foggia, Pisa, Caserta, Firenze e Siena. Arresti domiciliari e interdizioni. Una bufera che coinvolse alcuni tra i docenti ritenuti vere e proprie istituzioni del mondo accademico. Adriano Di Pietro e Fabrizio Amatucci, professore ordinario di diritto tributario alla Federico II e alla Luigi Vanvitelli di Caserta. 
Il gip ha ora disposto per ulteriori sei professori, stop dai sei ai dodici mesi. Facevano parte, secondo l’accusa, del gruppo che avrebbe truccato l’esito delle commissioni del Miur per le abilitazioni propedeutiche all’accesso all’insegnamento nelle università italiane in materia di diritto tributario. Il gip motiva con pesanti deduzioni la scelta di interdire i docenti.

 

Ma andiamo con ordine. Scrive, Pezzuti, del professore nolano Pasquale Russo: «È la persona che con minacce e lusinghe ha invitato Jezzi Philip La Roma (il ricercatore che ha denunciato i fatti scoperchiando il vaso di Pandora, ndr) a ritirare la sua candidatura per l’abilitazione» in quanto, essendo egli supertitolato, avrebbe sbaragliato la concorrenza composta da elementi meno preparati, ma raccomandati dalla «cupola». «La pericolosità di Russo - scrive, ancora, il gip, - è pienamente confermata dalle dichiarazioni di Filippo Dami che riferisce, a settembre, che Francesco Padovani gli aveva riferito che il professor Russo gli aveva proibito di partecipare al bando su Firenze in quanto quel posto era stato assicurato a un suo protetto».
La procura fiorentina contesta infatti agli indagati di avere manipolato l’esito delle commissioni impedendo ai candidati più preparati di partecipare, in modo da poter garantire i «posti» per l’insegnamento a coloro che erano sponsorizzati da quella che il gip non esita a definire «una cupola». In questo contesto, l’indagine partì dalle denunce di un ricercatore che, di nascosto, registrò gli «inviti» a rinunciare al concorso.
Stesso ragionamento, da parte del gip, per Augusto Fantozzi. «Essendo al vertice della comunità scientifica, e quindi avendo pesantemente influenzato i giudizi delle commissioni, nulla induce a ritenere che il professore si asterrà in futuro dal rinnovare le sue condotte delittuose». Durante l’interrogatorio, spiega il gip «Fantozzi ha ribadito di essere convinto che lasciare la scelta ai singoli commissari possa essere dannoso perché si correrebbe il rischio che essi si accordino tra loro per cui le abilitazioni vanno decise dai commissari seguendo le indicazioni della “cupola” composta dai docenti più eminenti del settore». Pezzuti ritiene che anche Tesauro - nipote dell’ex presidente della Corte Costituzionale - possa reiterare il reato. E lo deduce da ciò che ha dichiarato nel corso dell’interrogatorio. «Nel momento in cui raccomando il candidato - ha detto Tesauro - induco la commissione ad adempiere bene il suo dovere d’ufficio: questo è il mio ragionamento giuridico». 
Ragionamento analogo quello che ha espresso, dinanzi al gip, anche il professor Fedele. «Secondo il quale - scrive il giudice - vi è legittimità nella “cupola” come proposta da Fantozzi in quanto essa, secondo Fedele, è “un organismo sovraordinato che decide le cose, le valutazioni e quindi i concorsi”». Per tale ragione, vale a dire pure per il contenuto delle dichiarazioni rese dai professori, il gip ha stabilito l’interdizione per Russo per un anno; nove mesi di stop per Fantozzi, Fedele e Tesauro, sei mesi per Morongiu e Parlato. Lo stop disposto dal giudice riguarda sia le funzioni di professore universitario che quelle connesse a ogni altro incarico assegnato in ambito accademico. 
Martedì 13 Febbraio 2018, 08:47
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