VINCENZO DE LUCA

Concorsone in Campania, la doccia fredda: anche l'Inglese allo scritto

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Valerio Iuliano
Concorsone in Campania, la doccia fredda: anche l'Inglese allo scritto

Il concorso Ripam Formez per l'assunzione di personale a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione, bandito dalla Regione Campania due anni fa, si concluderà con una prova scritta a giugno. La commissione Ripam, riunitasi nei giorni scorsi, ha vagliato la proposta operativa arrivata dal Formez e sancito, di fatto, la conferma del percorso già tracciato. Per terminare il lungo iter concorsuale, dunque, occorrerà un'unica prova scritta in modalità digitale, come era stato già deciso dalla commissione stessa.

Nel corso di questa prova è previsto anche «l'accertamento - rivelano fonti del governo - della conoscenza della lingua inglese, delle tecnologie informatiche e della comunicazione e del Codice dell'amministrazione digitale». Il Formez dovrà acquisire la certificazione dell'80 per cento delle ore di frequenza da parte dei tirocinanti del corso di formazione (attualmente sono 1863 su un totale di 2400 posti vacanti) della durata di 10 mesi presso gli enti locali, che gli stessi candidati stanno sostenendo già in questa fase. Saranno predisposte delle dispense sulle lezioni a cui hanno partecipato gli stessi borsisti, durante il corso. Le dispense serviranno sostanzialmente a ricapitolare gli argomenti trattati durante le lezioni. Non è prevista una banca dati con i quesiti, come auspicavano molti tirocinanti.



Con l'intervento della commissione interministeriale, quindi, vengono definitivamente escluse tutte le ipotesi che prefiguravano il completamento della selezione, subito dopo il corso di formazione negli enti locali. La commissione Ripam, dunque, scioglie tutti i nodi che erano venuti fuori nelle scorse settimane sui criteri - e soprattutto, sulle prove da effettuare - per l'individuazione dei vincitori. L'eliminazione della prova scritta era stata invocata a più riprese dai tirocinanti. Per comprendere quali siano tutte le questioni che avevano alimentato le proteste dei partecipanti e poi innescato un animato dibattito politico, occorre ripartire dall'inizio, ripercorrendo in breve le tappe essenziali del lungo iter concorsuale. La selezione Ripam Formez, che era stata bandita dalla Regione Campania per individuare 2243 candidati da assumere negli enti locali, è iniziata a settembre 2019, quando si svolsero le prove preselettive alla Mostra d'Oltremare. Un test che determinò una scrematura molto severa. Tra gli oltre 500mila candidati, passarono alla seconda fase poco meno di 3000 aspiranti. Nella primavera successiva vennero effettuate, poi, le prove scritte, che determinarono un'ulteriore scrematura. A luglio 2020 sono partiti i corsi di formazione presso i comuni della Campania e presso le sedi della Regione.


In origine, il bando prevedeva l'effettuazione di una prova orale e poi di una prova scritta per terminare l'iter concorsuale. Successivamente, il decreto legge 44 del governo Draghi, finalizzato alla semplificazione delle procedure concorsuali, aveva determinato la cancellazione della prova orale. Per concludere il corso-concorso, occorreva appunto la sola prova scritta in modalità digitale, come già previsto dal bando. Posizione quest'ultima ribadita anche dal ministro della Pa Renato Brunetta. «Al termine delle prove di rafforzamento e formazione - recita il bando originario - sarà svolta una prova scritta, valutata dalla commissione esaminatrice, che comporterà l'attribuzione di un punteggio massimo di 30 punti. Tale punteggio contribuirà alla determinazione del punteggio complessivo della graduatoria finale della procedura concorsuale».

La semplificazione auspicata dal governo - a giudizio dell'Anci e dei sindacati - non veniva più garantita con lo svolgimento della prova scritta finale. Perciò, per concludere l'iter - secondo il vicecapogruppo Pd alla Camera Piero De Luca ed altri democrat - bastavano le prove scritte già svolte ed il corso di formazione da terminare a fine maggio. L'attività di formazione presso i comuni campani - e presso la Regione - poteva ritenersi sufficiente, mentre diventava sempre più impellente - a giudizio dei sostenitori della cancellazione della prova scritta - l'esigenza di nuovo personale da parte degli enti pubblici.

«Assunzione immediata, magari dopo un breve colloquio», era in sintesi l'opinione di Piero De Luca e dei sindacati. La tesi del governo, invece, era ed è diametralmente differente. La cancellazione della prova orale, preservando quella scritta in modalità digitale, era stata accolta con soddisfazione anche dallo stesso governatore Vincenzo De Luca. Una tesi - quella della semplificazione normativa - che era stata sostenuta con forza dal ministro Renato Brunetta. Il risultato finale è che a giugno si svolgerà l'ultima prova ed entro l'estate ci saranno le assunzioni. «È quanto mai necessario individuare un percorso condiviso che porti in tempi rapidi alla conclusione del concorso garantendo così l'assunzione dei vari profili all'interno delle amministrazioni interessate», ha detto ieri il consigliere regionale Giuseppe Sommese. La conclusione sembra vicina ma, alla fine, le assunzioni rischiano addirittura di non coprire tutti i posti disponibili. E già oggi si annunciano nuove proteste.
 

Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 08:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA