Concorsopoli nel Napoletano, così il mago cambiava l'algoritmo e faceva vincere i furbi

Sabato 7 Dicembre 2019 di Daniela Spadaro

Un sistema ben oliato, perfetto, matematico si potrebbe dire. Il mercimonio dei concorsi pubblici che con varie accuse ha portato in carcere l’altro ieri quattro indagati – il sindaco Lello Abete, il segretario generale Egizio Lombardi, il consigliere di maggioranza Pasquale Iorio e Alessandro Montuori - aveva bisogno di una conoscenza informatica di alto profilo. E Montuori l’aveva: presidente del consiglio di amministrazione e rappresentante legale della Agenzia Selezioni e Concorsi di via San Leonardo a Salerno, con esperienze in vari comuni e non solo della provincia di Napoli. A lui l’amministrazione di Sant’Anastasia aveva demandato (senza alcun bando ma per affidamento diretto) la responsabilità della gestione automatizzata della prova preselettiva dei concorsi. Era lui che doveva alterare l’esito delle prove favorendo i soggetti individuati da Abete e contattati da Iorio, che materialmente chiedeva loro i soldi. Ma per poter garantire i candidati «paganti», la graduatoria doveva essere inattaccabile anche a eventuali ricorsi.

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IL TRUCCHETTO
Qui entra in scena il trucchetto informatico, l’algoritmo. Decisi i nomi di chi doveva essere tra i primi tre classificati, la mattina dell’esame Montuori «lavorava al computer». Su trenta candidati che consegnavano i quiz, solo ventisette erano sottoposti all’esame meccanografico, i tre da tutelare erano «bloccati» in anticipo così da capeggiare la classifica. In teoria avrebbero potuto sbagliare anche tutte le risposte, sarebbero comunque risultati vincitori. Un meccanismo che tutelava il «sistema» da ogni ricorso, da ogni accesso agli atti, da ogni rischio. Tant’è che Pasquale Iorio lo dice, intercettato in una conversazione, con supponenza, quasi speranzoso: «Lo devono fare l’accesso agli atti!». Se qualcuno ci avesse provato avrebbe solo constatato che i tre vincitori avevano dato le risposte esatte perché il loro nominativo era abbinato ai risultati migliori. Questa è solo una delle attività che hanno convinto la Procura di Nola, dopo indagini accurate della Guardia di Finanza, pedinamenti, intercettazioni, registrazioni, riprese, prove documentali e fotografiche, dell’esistenza di un sistema criminale a scopo di lucro. Non c’era alcuna speranza, per i partecipanti ai bandi di concorso pubblicati dal Comune di Sant’Anastasia il 18 dicembre 2018 e in scadenza il 28 gennaio 2019, di arrivare per merito a essere assunti tra le quindici figure professionali messe a concorso. Per alcune era richiesta una laurea specialistica, per altre bastava un diploma. Impieghi a tempo pieno o parziale. Sono particolari importanti, questi. Perché, secondo la Procura e da risultati delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, il prezzario del «sistema» variava: un posto di categoria C si “limitava” ai 30 mila euro, tranche da diecimila prima di ciascuna delle tre prove di concorso. Per i posti più ambiti si arrivava a 50mila. Chi individuava i prescelti? Il sindaco Abete, secondo la Procura. Era lui a intervenire per motivi che gli inquirenti ritengono «di lucro personale», sia sul segretario Egizio Lombardi, sia su Montuori. A organizzare l’associazione, intervenendo sulle prove, era il segretario nonché presidente delle tre commissioni esaminatrici. A Montuori toccavano gli aspetti logistici, favorendo gli esiti positivi dei candidati che gli erano indicati da Abete e Lombardi. La parte più rischiosa era affidata al già componente dello staff Pasquale Iorio (nonché dal 2017 componente del nucleo di valutazione del Comune di Castello di Cisterna) il quale, qualche mese più tardi, pur non avendo ricoperto mai cariche pubbliche veniva eletto in consiglio comunale con 590 voti nella lista «Insieme per Costruire», surclassando politici di lungo corso. Stando alle risultanze investigative, era addetto al reclutamento e acquisiva personalmente il denaro in cambio della garanzia di posti di lavoro.

LA VINCITRICE
Nell’ordinanza di custodia cautelare, per la Procura le posizioni più gravi riguardano il sindaco e il segretario. Altri due, in questa storia, sono gli indagati e sottoposti a misure cautelari: mentre però per Abete, Lombardi, Montuori e Iorio, considerato il braccio del primo cittadino, si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale, gli indagati Georgia Biscardi e Paolo Manna, moglie e marito, sono sottoposti al divieto di dimora in tutta la Campania. La Biscardi era la prescelta per il posto più ambito, quello di istruttore direttivo contabile, doveva arrivare prima. Così è stato. Dietro pagamento di 50 mila euro, la cui ultima tranche è stata versata a Iorio il 1 luglio 2019.

Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 06:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA