Covid, la corona di fiori di Fico per i volontari della Misericordia uccisi dal virus

Lunedì 15 Febbraio 2021
Covid, la corona di fiori di Fico per i volontari della Misericordia uccisi dal virus

Corona di fiori da parte del presidente della Camera, Roberto Fico, alla memoria di Alfonso Durante, volontario della Misericordia di Grumo Nevano, e di Michele Gismondi, volontario della Misericordia di Atripalda, morti a causa del covid. Durante e Gismondi saranno ricordati assieme a tutti gli altri volontari delle Misericordia di tutta Italia, deceduti per Covid, nel corso di una cerimonia, il 17 febbraio in provincia di Firenze, organizzata dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia, insieme alla Misericordia dell'Antella, che ospiterà un monumento speciale a loro dedicato, le 14 stazioni di una Via Crucis. 

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Durante, 75 anni, era infermiere in pensione e aveva deciso di rientrare in servizio al 118 della Misericordia di Grumo Nevano «per senso del dovere». E proprio qui ha contratto il Covid. Ricoverato all'ospedale Cotugno di Napoli in gravi condizioni non ce l'ha fatta ed è morto lo scorso novembre.

Anche Gismondi ha contratto il virus perché, nonostante l'età (72 anni), aveva deciso di impegnarsi nel contrasto al virus. Deceduto all'ospedale Moscati di Avellino lo scorso novembre, era un ex impiegato Telecom e dal 1985 prestava servizio come volontario nella Confraternita della Misericordia di Atripalda e anche nella Protezione Civile. Un impegno che lo aveva portato anche a L'Aquila in occasione del terremoto. Nel rispetto delle norme anti covid, la cerimonia sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook della Misericordia dell'Antella e sarà visibile sul canale YouTube. 

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«Siamo onorati - dice Paolo Nencioni, tesoriere nazionale della Confederazione - di poter essere il cuore di questo momento nazionale di preghiera in ricordo di tutti i confratelli e le consorelle di tutte le Misericordie d'Italia morti per il covid e che la nostra cappella diventi lo scrigno che ricorderà per il futuro, attraverso questa Via Crucis, la memoria dei tanti volontari che sono morti nel corso di questa pandemia. Un caro pensiero lo rivolgo a tutte le famiglie che sono state colpite da un lutto cosi tremendo, reso ancora più crudele - sottolinea - dal fatto che nessuno di loro ha potuto essere accanto ai loro cari nel momento del trapasso e dare loro un ultimo saluto da vivo, spesso nemmeno potendo celebrare il funerale».

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