Coronavirus in Campania: infermiera di turno per 24 ore a Pasqua in ospedale, il marito la va a prendere. Multato

Martedì 14 Aprile 2020 di Melina Chiapparino
Coronavirus in Campania: infermiera di turno per 24 ore a Pasqua in ospedale, il marito la va a prendere. Multato

A Pasqua era in reparto e dopo 24 ore di turno nell’ospedale di Capri, ha rischiato di non tornare a casa dopo una multa di oltre 500 euro. Protagonista di una vicenda paradossale, è stata Rosaria De Nicola, infermiera da 14 anni al Capilupi dove ora presta servizio anche nella tenda allestita per i pazienti Covid-19. “Hanno multato mio marito che stava venendo a prendermi e sono rimasta da sola al porto di Sorrento», spiega la sanitaria che a casa accudisce due figli, tra cui un minore.

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Il calvario di Rosaria inizia la mattina del 13 aprile, a bordo di un piccolo traghetto. «La barca è stata allestita per i giorni di festa assicurando ai sanitari pendolari, il tragitto da Sorrento a Capri e viceversa- racconta l’infermiera- mi ero accordata con mio marito per farmi prelevare al porto, in modo da tornare a Lanucusi, la frazione di Fisciano dove abitiamo». Durante il viaggio, succede l’inaspettato. «Mio marito mi telefona perchè la polizia municipale lo aveva bloccato a Castellamare di Stabia per multarlo per l’uscita non giustificata», spiega Rosaria che inizia una girandola di telefonate. «Ho chiamato i vigili di Castellamare spiegando che non guido e non c’erano mezzi pubblici, oltre al fatto che mio marito appartiene al mio nucleo familiare e può accompagnarmi - continua la donna- ho telefonato ai vigili capresi pronti a testimoniare la mia presenza in ospedale, ho riferito che avrei portato in visione il mio badge e ho contattato i carabinieri, la polizia di Stato e la polizia municipale di Sorrento per farmi aiutare». Telefonate vane, perché alle 11.14 vengono verbalizzate 533.33 euro di multa al marito e, dopo poco, Rosaria si trova sola nel porto di Sorrento.
 


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«Alla fine sono riuscita a rincasare perché la Capitaneria di Porto di Sorrento mi ha riaccompagnato a casa, era Pasquetta e non c’era alcun mezzo, aggiunge Rosaria che sottolinea come il suo tragitto, vivendo in un paesino sia «impossibile da praticare con treni o autobus e rende necessaria l’auto». Ma ciò che ferisce di più, è l’umiliazione subita da chi, mai come in questo periodo, viene definito “eroe” per la lotta al Coronavirus. «La multa non era legittima ma la mortificazione è stato il trattamento subito- conclude- vorrei che il presidente De Luca, sapesse che emette ordinanze che vengono interpretate in questo modo». Sull’episodio il sindacato Nursind ha chiesto garanzie per il ritorno a casa dei lavoratori che operano negli ospedali su territori disagiati” . «Ci vogliono da parte di De Luca, disposizioni chiare e precise», ha dichiarato Antonio Eliseo, segretario regionale Nursind.
 

Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA