Coronavirus a Napoli: bimbo ucciso da malattia rara, i genitori portano la spesa a famiglie povere

Sabato 28 Marzo 2020

Francesco e Simona il loro negozio a Salita Tarsia, nel rione Montesanto di Napoli, lo hanno chiuso prima del DCPM che chiudeva i comparti commerciali «non strategici». «Vendiamo articoli di abbigliamento per teenagers - racconta Simona, 38 anni - e non ci sembrava giusto attirarli in strada. Così abbiamo abbassato la saracinesca il 3 marzo, e ci siamo messi ad aiutare la gente del quartiere». Simona Marrazzo e Francesco Fagnoni sono i genitori di Mattia, un bambino di 7 anni e mezzo morto di una rara malattia genetica nel 2015 dopo aver lottato «da guerriero» per anni, commuovendo la città. Un grande murales lo ricorda su un palazzo del Rione Pignasecca. Hanno fondato la «Mattia Fagnoni Onlus», che aiuta le famiglie di bambini con malattie rare ed incurabili.

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«Dalla metà di marzo abbiamo consegnato offerte di 150-200 euro alle famiglie di questi bambini, che assistiamo. Abbiamo acquistato 500 mascherine e le abbiamo distribuite insieme a disinfettanti per le mani e per le pulizie in casa. Un altro quantitativo di mascherine lo abbiamo ordinato in Cina e ce le consegneranno lunedi. Poi, però, hanno cominciato ad arrivarci sul cellulare i messaggini di persone sconosciute, e così da tre giorni abbiamo cominciato a consegnare le spese». Come le scegliete ? «Basta una telefonata di qualche minuto per capire che si tratta di persone che ne hanno bisogno. Alcuni ci dicono apertamente che in casa non hanno più cibo. Sono cose che dovrebbero fare le istituzioni. Ma ci hanno abbandonati e allora l' unica è aiutarsi a vicenda». A consegnare le spese è un volontario, amico della coppia. «Oppure le recapitano i negozianti - aggiunge Simona - ma se non possono farlo, ci andiamo noi. Adesso ne abbiamo pronte 5-6, e al negozio ne abbiamo altre 20».

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Il raggio di azione sono i rioni ultra-popolari di Montesanto e delle Pignasecca. «Certo, adesso con il negozio chiuso siamo in difficoltà anche noi - ammette Simona - però siamo fortunati. Qui c'è la solidarietà dei parenti, che magari ti prestano qualcosa. Il problema è di chi una famiglia non ce l'ha». Dentro i cestini delle spese ci sono alimenti essenziali: latte, pasta, riso, zucchero. Per prenotarli c'è la pagina Facebook «Associazione Mattia Fagnoni Onlus». Il messaggio è in italiano ed inglese, e serve anche per chi vuole dare un contributo. Ma si può anche telefonare al 320 695 20 39. «Abbiamo messo anche i recapiti della Municipalità, che ha lanciato la 'spesa sospesà, ma la gente qui è diffidente. A noi ci conoscono con il passa-parola. Non apparteniamo a nessun partito o movimento politico. Siamo solo due genitori che hanno perso un figlio per una malattia sconosciuta e vogliamo aiutare che si trova nella nostra stessa situazione». (ANSA)
 

Ultimo aggiornamento: 19:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA