Covid a Napoli, è emergenza ossigeno: scontro sulle forniture

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Maria Chiara Aulisio

È sempre emergenza ossigeno al punto tale che i subacquei della Capitaneria di Porto di Napoli, con un gesto di grande altruismo e solidarietà, hanno messo a disposizione dei pazienti Covid le loro bombole di riserva affidandole agli operatori della Croce rossa che, ieri mattina, sono andati pure a ritirarle: «Non si risolverà il problema ma almeno abbiamo offerto il nostro piccolo contributo». Non tanto piccolo a giudicare dal numero di fusti piazzati uno accanto all'altro sulla banchina, in un momento in cui trovare anche una sola bombola di ossigeno - liquido o gassoso che sia - è quasi impossibile. 

Eppure, oggi più che mai, quel farmaco sarebbe necessario per incrementare le terapie domiciliari e allentare la forte tensione sugli ospedali dove continua a non esserci un posto letto disponibile. L'ultimo tragico caso risale a qualche giorno fa quando un paziente affetto da Covid - arrivato in codice giallo all'Ospedale del mare e, dunque, in condizioni non gravi se non per la fatica a respirare - è morto invece dopo tre giorni di abbandono su una barella del pronto soccorso. Se quell'uomo avesse avuto a disposizione una bombola di ossigeno avrebbe potuto provare a curarsi nel suo letto e - secondo la denuncia dei familiari - forse oggi sarebbe ancora vivo. In ogni caso circa due settimane fa la Regione Campania, insieme con altre regioni d'Italia, ha inoltrato al commissario Arcuri la richiesta di ricevere nuove bombole: «Quante? Il venti per cento in più del fabbisogno 2019 - spiega Ugo Trama, al vertice della Direzione generale regionale per la tutela della salute - ma voglio essere chiaro: se chi non ne ha più bisogno continuerà a non restituirle, sappiate che le bombole non basteranno mai». Ha ragione Ugo Trama: troppi fusti restano nelle case di quanti - per paura o superficialità - fermano il turn over lasciando senza scorte le farmacie e, dunque, i pazienti. Anche se - va detto - la richiesta ad Arcuri andava inviata ben prima, non certo in piena emergenza. «È vero - ammette il direttore - il ritardo c'è stato ma è anche vero che si tratta di un mercato la cui gestione del fabbisogno non dipende direttamente da noi, senza contare che c'è tutta l'Italia a caccia di ossigeno: i contenitori mancano a livello nazionale e in questi mesi non siamo mai stati interpellati circa la possibilità di ordinarne altri». Intanto, Domenico Arcuri ha sollecitato fornitori e distributori a mettere sul mercato un maggior numero di dispositivi e - assicura - che in qualità di commissario per l'approvvigionamento ogni pianificazione si rende possibile solo sulla base della domanda. In altre parole: fino a quando non riceve le richieste da regioni e ministeri non si può acquistare niente per nessuno. Ma ora - secondo le ditte - è troppo tardi perché la risposta arrivi nei tempi attesi. Nei giorni scorsi l'amministratore delegato della Faber (che possiede due stabilimenti di produzione) ha dichiarato che servirebbero almeno due o tre mesi per evadere un ordine del genere. Le consegne, dunque, a partire dal mese di gennaio, non prima. 

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A questo punto è chiaro che diventa necessario recuperare il maggior numero di fusti possibile non solo per chi è stato colpito dal virus, ma anche per non interrompere l'approvvigionamento ai pazienti che convivono con difficoltà respiratorie: «È stato sottoscritto a livello nazionale un protocollo con i Nas che avranno il compito di monitorare, e recuperare, le bombole insieme con le forze dell'ordine e la Protezione civile - spiega meglio Trama - il nostro invito va anche ai medici prescrittori a cui chiediamo valutazioni nel rispetto delle linee guida dell'Aifa, l'agenzia del farmaco. In questo momento la medicina difensiva non serve se vogliamo garantire più terapie a tutti. Una bombola da 26.500 litri di ossigeno liquido a un paziente Covid deve durare circa quattro giorni. Quando le ditte fornitrici dopo dieci giorni la trovano ancora piena - conclude il direttore Trama - vuol dire che non andava prescritta».

Ultimo aggiornamento: 09:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA