Covid a Napoli, focolaio al Cardarelli: positivi sei sanitari e 30 pazienti

Lunedì 7 Settembre 2020 di Melina Chiapparino
Covid a Napoli, focolaio al Cardarelli: positivi sei sanitari e 30 pazienti

Casi Covid in aumento all’ospedale Cardarelli che, ad oggi, conta un bilancio di sei sanitari e 30 pazienti risultati positivi al virus. Tra i dati, che includono un medico della rianimazione e un primario in isolamento domiciliare, per il quale si attende l’esito del tampone naso faringeo, vanno aggiunti i ricoverati nella palazzina M, il padiglione interamente dedicato agli affetti da Coronavirus presso cui sono ricoverate 18 persone di cui due intubati.

Nello specifico, per quanto riguarda la platea di ammalati che si erano recati al Cardarelli per patologie completamente estranee al Covid, i numeri dei contagiati riguardano: sette casi positivi, registrati ieri nel pronto soccorso a cui si aggiungono altri cinque accertati oggi e sette positivi nel reparto di Medicina d’Urgenza. Due casi positivi in Medicina 2, uno in Medicina 3, uno in Medicina 1 e ancora un caso in Chirurgia Vascolare, uno in Chirurgia 1, uno al Centro GrandI Ustionati e quattro casi in Ortopedia. Una situazione «sotto controllo» e da proporzionare ai mastodontici numeri che registra il presidio come accessi e ricoveri, secondo quanto dichiarato dalla task force di infettivologi del Cardarelli che rassicura sulle procedure di controllo e screening dei contagi nel presidio. 
 


«I pazienti di cui è stata rilevata la positività erano giunti in ospedale per le patologie più svariate e asintomatici – chiarisce Alessandro Perrella, infettivologo del presidio - grazie alle procedure di controllo degli accessi messe in atto dall’azienda ospedaliera, siamo in grado di conteggiare e circoscrivere i contagi, attuando prima il test sierologico e successivamente i tamponi». Riguardo la permanenza dei contagiati nei reparti che non hanno una vocazione Covid, Perrella aggiunge: «in ogni reparto ci sono aree di isolamento per i pazienti sospetti ed è in programma la possibilità di dedicare un intero padiglione ai casi accertati». «Siamo anche dotati dei tamponi rapidi che rilevano la presenza del Coronavirus entro 30 - 35 minuti dalla loro somministrazione e vengono utilizzati per i pazienti tempo-dipendenti - conclude l’infettivologo - ma per lo screening di largo uso il tampone naso faringeo che ci fornisce risposta entro 24-48 ore rimane la migliore procedura da attuare per tutelare pazienti e sanitari». 

Ultimo aggiornamento: 23:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA