Covid a Napoli, morto malato di 70 anni: «Non c'erano posti in ospedale»

Lunedì 12 Ottobre 2020 di Ettore Mautone
Covid a Napoli, morto malato di 70 anni: «Non c'erano posti in ospedale»

Napoli, odissea tra ospedali: muore settantenne con il Covid. Giallo sulla disponibilità dei posti letto. Un uomo di circa 70 anni residente nella zona collinare di Napoli, è deceduto ieri nell'accettazione del Cotugno dopo una prima tappa del 118 al pronto soccorso del Pellegrini. Il primo alert è stato lanciato dalla famiglia sabato scorso. Secondo il racconto dei parenti il paziente, a fronte del responso del tampone e dei sintomi tipici dell'infezione, tra cui febbre e tosse, anche su consiglio del medico curante ha deciso di chiamare il 118. La presenza di malattie croniche ha spinto i familiari a chiedere il ricovero. Dal 118 sarebbe stato invece prospettato il tutto esaurito nella rete Covid, in degenza ordinaria con la sola possibilità di un trasferimento in altre regioni, addirittura Sicilia o Calabria. Ieri mattina poi, all'intensificarsi della sintomatologia il 118, intervenuto di nuovo a casa del paziente, ha ribadito la mancanza di posti letto in ospedale e, dopo l'insistenza dei parenti, lo ha condotto prima al Vecchio Pellegrini e poi al Cotugno. Qui, trattato in pronto soccorso e in attesa del ricovero, la situazione è precipitata con la morte per arresto cardiocircolatorio. Comprensibilmente scossa dal dolore la famiglia che riesce solo a dichiarare «Non ce lo aspettavamo». «Ho parlato e sentito a lungo i familiari della vittima a cui vanno le mie condoglianze - dichiara Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi - ho sentito poi anche i responsabili del Pellegrini, del Cotugno e del 118. Da chiarire c'è soprattutto la questione della riferita indisponibilità di posti letto di degenza per Covid non solo a Napoli ma in tutta la Campania e anche il riferimento che sarebbe stato fatto a un eventuale trasporto fuori regione. Presenterò un'interrogazione consiliare in merito».

 

Da mettere a fuoco restano alcune circostanze controverse della vicenda: secondo quanto emerge da una prima ricostruzione dei fatti svolta in questo caso dalla struttura del 118 il paziente sabato avrebbe rifiutato il ricovero ma non è però chiarito se il rifiuto sia conseguito alla prospettiva di un trasferimento fuori regione. C'è da dire che nelle procedure operative del 118 i trasporti fuori regione sono previsti sono in quelle limitrofe ossia Lazio, Puglia Basilicata. «Ho disposto una indagine interna - sottolinea il responsabile della centrale del 118 Giuseppe Galano - saranno sentiti il team e il medico di ambulanza e anche chi era in quel momento in centrale anche col conforto delle registrazioni. Posso dire aggiunge Galano - che da parte della centrale non c'è stata alcuna richiesta in altre regioni e tantomeno in Sicilia o Calabria. Verificherò sul registrato, anche solo un'allusione a modo di battuta sarebbe comunque una sciocchezza censurabile sul piano disciplinare. I posti in Terapia intensiva hanno discreta disponibilità, scarseggiano per ovvii motivi, per l'aumento dei contagi in degenza». Dalle ricostruzioni ancora parziali il paziente ieri mattina, essendo peggiorato, è stato raggiunto dalla postazione San Gennaro del 118 arrivata velocemente a casa. Il medico ha trovato il paziente sul letto sveglio e cosciente con 93 di saturazione passata a 95 da seduto. A fronte delle patologie croniche di cui era affetto e della positività al Covid è stata accolta la richiesta di ricovero. La prima destinazione è stata il Pellegrini occupato però da un'altra ambulanza con un altro sospetto Covid. Il codice del paziente era giallo (media gravità). La difficoltà per ritrovare posti di degenza in questa fase emergerebbe anche dalla ricostruzione del 118. L'ammalato in ambulanza sveglio e cosciente è dunque arrivato al Cotugno dove la situazione generale sembrava ancora discreta.

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C'è anche una ricostruzione del Cotugno: «Il paziente, di 70 anni, diabetico e iperteso e con altre patologie coesistenti, è arrivato con ambulanza del 118 presso il presidio ospedaliero in condizioni gravissime ed è stato assistito, senza alcuna attesa, dal personale sanitario. Al momento del ricovero in Pronto Soccorso presentava una saturazione molto bassa, è stato sottoposto a emogasanalisi e altri esami che hanno confermato il grave quadro di insufficienza respiratoria. Immediatamente gli sono stati somministrati ossigeno ad alti flussi e terapia steroide e allertati i rianimatori, ma il quadro di insufficienza respiratoria è peggiorato. Le manovre rianimatorie per circa un'ora non sono riuscite a ristabilire la funzione cardiorespiratoria». 

Ultimo aggiornamento: 15:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA