Covid a Napoli, le scuole chiuse non svuotano bus e metro: solo meno 15% di viaggiatori

Sabato 17 Ottobre 2020 di Valerio Esca

Ottomila passeggeri in meno nella metropolitana di Napoli, una riduzione del 15% tra linea 1 e in proiezione sui bus cittadini, un po' poco rispetto alla chiusura di tutte le scuole , percentuale destinata a scendere ultiormente oggi quando verranno aperte le scuole materne così come previsto dalla modefica dell'ordinanza comunicata ieri sera dalla Regione.

Nel giorno di esordio dello stop all'istruzione in presenza, provvedimento sicuramente più contestato tra quelli finora assunti, non si sono dunque visti i mezzi di trasporto semivuoti come forse si sperava nel tentativo di evitare resse e assembramenti. «Sono state adottate misure rigorose con il doppio obiettivo di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l'obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile» ha ribadito il governatore a poche ore dall'entrata in vigore dell'ordinanza. 

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Quelli analizzati nel tardo pomeriggio di ieri dall'Anm sono ancora parziali, ma in proiezione sono molto vicini alla realtà. Rispetto ai 50 mila passaggi giornalieri, in epoca post-Covid, ieri se ne sono registrati 7.500 in meno. Hanno affollato i vagoni della metropolitana linea 1 poco più di 40mila utenti durante l'arco della giornata. Numeri comunque lontanissimi da quelli in epoca pre-Covid, dove si raggiungevano picchi di 140 mila passaggi al giorno. Vuol dire che rispetto ai tempi d'oro oggi viaggiano il 30 per cento in meno degli utenti. Un dato che nasce anche dal fattore riduzione dei posti: i mezzi, sia metro che bus, vengono riempiti per l'80%. Le aziende di trasporto hanno continuato a ripetere in questo periodo che quelli che possono sembrare assembramenti rientrano nel rispetto delle misure anti Covid. Dall'Anm, lato gomma, sembra sia andata un po' meglio, complice però anche il cattivo tempo che ha scoraggiato molti a uscire di casa. L'indicazione che arriva dall'Anm è di «mezzi più leggeri». Nessuna segnalazione dunque di linee in crisi o assembramenti pericolosi. Chi lavora sulla gomma sostiene che l'offerta fosse già prima più che adeguata, non essendoci stato l'assalto di studenti universitari e liceali. 

 

È però innegabile come su alcune linee, soprattutto di bus, sia realmente complicato tenere le distanze di sicurezza di un metro, in orari di punta con tante persone a bordo. Dovrebbero essere gli stessi autisti a contare i passeggeri e a fermarsi in caso di sovraffollamento: impresa che diventa impossibile, essendo gli autisti impegnati alla guida. Il Mattino ha raccontato nei giorni scorsi quali siano le linee più in sofferenze: una sorta di classifica ricavata dalle esperienze degli autisti. I percorsi thrilling sono due, quelli seguiti dalla linea R6 e quelli della R7, rispettivamente la tratta Pianura-Piazzale Tecchio e Bagnoli-Piazza Vittoria. Un altro bus preso regolarmente d'assalto è il 621, autobus speciale, in azione quando la funicolare di Mergellina viene chiusa. Negli orari di punta anche le metro non scherzano, ma la stella polare resta la capienza ridotto del 20 per cento. Per De Luca dunque la mobilità fuori controllo è il male da combattere e lo ha ribadito anche ieri durante la diretta Facebook. Ma non è un problema solo napoletano. Lo stesso governo sta ipotizzando di tracciare la strada di un coprifuoco dopo le 22.

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Gli assembramenti sui mezzi pubblici sono senz'altro figli di una facile equazione: l'utenza è molta e i mezzi sono pochi. La decisione di chiudere le scuole deriva proprio dalla necessità di evitare sovraffollamenti sui mezzi pubblici. In attesa dei nuovi treni della linea 1, già acquistati, con il primo che sta già macinando chilometri in attesa del collaudo finale. 

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