Coronavirus a Napoli, la dura frontiera di Boscotrecase: ricoveri bloccati ma arrivano i kit

Mercoledì 25 Marzo 2020 di Francesca Mari

Medici e infermieri in trincea per affrontare un'emergenza troppo grande in un ospedale che dalla sera alla mattina è stato trasformato in un polo specializzato. Nonostante l'abnegazione degli operatori, il presidio di Boscotrecase continua ad arrancare e i nodi da sciogliere sono ancora tanti, dalle misure di protezione alla organizzazione della rete dei soccorsi.

Tra pazienti che lottano tra la vita e la morte e medici e infermieri in prima linea, si lavora giorno e notte con la tenacia di aiutare chi soffre e la paura di essere contagiati. Resta il blocco dei ricoveri, ottenuto lunedì dagli operatori, poiché i quaranta posti del Covid Center sono già occupati con otto pazienti intubati e altri ricoverrati tra sub-intensiva e pronto soccorso.
 

 

Ieri, mentre si registrava un altro decesso (sei in totale), la direzione strategica, coordinata dal responsabile emergenza Covid Savio Marziani, si è riunita diverse volte per lavorare a nuovi programmi di azione. Intanto, ieri mattina sono stati eseguiti i tamponi a tutti i dipendenti, come richiesto a gran voce da personale e sindacati per scongiurare il rischio del contagio tra gli operatori sanitari, vista anche la mancanza di percorsi dedicati (sporco-pulito) per i pazienti affetti dal virus. «Domani mattina (oggi, ndr) sarà attivo anche il laboratorio virologico dell'Asl Napoli 3 Sud all'ospedale di Nola - spiega Marziani - così i risultati dei tamponi saranno più tempestivi. A Boscotrecase abbiamo creato i percorsi dedicati, così come ci siamo dotati dei dispositivi di protezione individuale: stiamo distribuendo 150 kit al giorno che contengono mascherine, guanti, camici, calzari e occhiali. Le reazioni degli operatori sanitari sono dovute all'impatto traumatico con il piano di emergenza e a carenze che riguardano tutti gli ospedali campani. Ma andiamo avanti: abbiamo 39 posti occupati (il quarantesimo lo lasciamo per emergenze particolari), mentre il Loreto Mare ha quattro pazienti Covid». Resta, però, la preoccupazione dei sanitari anche se cinque infermieri avrebbero rinunciato al trasferimento al San Leonardo per restare in trincea a Boscotrecase.
 

Intanto, finché non si libereranno i posti, i pazienti infetti restano negli ospedali Maresca di Torre del Greco e San Leonardo di Castellammare dove i pronto soccorso ogni giorno sono intasati di casi sospetti o positivi al virus. Anche le voci di dentro di questi presidi lamentano la mancanza di percorsi dedicati e di strumenti idonei. I sindaci sono preoccupati. «L'ospedale di Boscotrecase non è preparato. C'è una carenza di personale specializzato e c'è una inidoneità organizzativa da un punto di vista logistico. Questi sono i fatti che filtriamo dalle segnalazioni che ci arrivano», dice il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione. Ma non solo. L'amministrazione torrese è tornata sul primo deceduto per Coronavirus in città: «Dal 17 ad oggi alla moglie non è stato ancora effettuato il tampone. Alla figlia, che chiedeva di conoscere il piano terapeutico del padre, non è mai stata data risposta». Il sindaco di Torre del Greco Giovanni Palomba ha invece inviato una nota al direttore generale della Asl Gennaro Sosto sui tempi lungi per i risultati dei tamponi denunciando «discrasia comunicativa tra gli Enti». 

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