Coronavirus a Napoli, colpo al turismo: già persi 15mila visitatori

Mercoledì 26 Febbraio 2020 di Gennaro Di Biase
Il disastro economico del coronavirus: sono oltre «cinquemila le disdette dei singoli viaggiatori e turisti per il prossimo weekend, tra b&b e alberghi di Napoli - sospira Ettore Cucari presidente della Federazione Agenti di Viaggio Campania - Se l'allarmismo scenderà toccheremo il 30% circa di perdite per Pasqua. In caso contrario, perderemmo il 100%». Confesercenti registra «rischio paralisi e disdette fino al 45%». Preoccupazioni in coro da Federalberghi, Confcommercio, ristoratori e Abbac. Oltre ai mancati introiti già prodotti, il coronavirus tiene l'economia regionale col fiato sospeso: «Facendo un calcolo per difetto - dice Pasquale Russo, direttore Generale di Confcommercio Campania - Considerando la prospettiva di una perdita del 50% circa di posti letto fino a maggio si rischia di perdere in regione oltre un miliardo di euro fra alberghi e indotto. Una prospettiva terribile».

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Napoli incide per «l'80%» sulla filiera campana. A questo quadro si aggiunge il «dramma» della cancellazione delle gite scolastiche previste in questi giorni. Certa la disdetta di 10mila studenti solo a Napoli. Sono dunque già 15mila i turisti in meno in città in poche ore e il numero è in costante aggiornamento.

«Diecimila le presenze in meno solo per le gite scolastiche - continua Cucari - che costituiscono gran parte degli introiti in questi mesi. Tutto però è in divenire. Molti tentennano, aspettano notizie sull'allargamento o il contenimento dei focolai. La questione delle gite scolastiche potrebbe finire in un contenzioso legale: molti hanno già pagato i viaggi e comprato i biglietti di aereo o treno. Ogni anno arrivano circa 80mila studenti a Napoli. Decine di agenzie specializzate chiuderanno a causa di questo dramma». Se al numero degli studenti si aggiungono le migliaia di disdette dei vacanzieri organizzati e non, si arriva ad almeno 15mila turisti in meno in 48 ore. «Un grande albergo in zona stazione - segnala Federalberghi Napoli - negli ultimi tre giorni ha ricevuto disdette per 8 meeting, 300 camere da gruppi organizzati, 50 da singoli: danno di 40mila euro. 15mila euro in meno per un'altra struttura in zona stazione, che ha ricevuto la cancellazione di 40 camere per il rinvio di un matrimonio tra cinesi. Un altro esempio fra tanti, 61 camere già disdette negli ultimi giorni in un hotel in zona Plebiscito fino al 4 marzo. Ben 850 camere disdette per un altro albergo in centro storico, Pasqua compresa». L'emorragia di turisti è già qui.
 
 

«Un duro colpo - dichiara Antonio Izzo, presidente di Federalberghi Napoli - Abbiamo perso scolaresche, decine di meeting e congressi, migliaia di room night. La ricaduta economica è grave e in crescita. Abbiamo chiesto alle istituzioni un intervento a sostegno di imprese e lavoratori, magari dal punto di vista fiscale adottando provvedimenti simili a quelli di eventi climatici». Come concesso ieri alle imprese del Nord. Cancellazioni in Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina: «Siamo preoccupati ma non vanno fatti allarmismi - commenta il presidente di Abbac Agostino Ingenito - la gran parte delle disdette degli ultimi giorni tengono conto dell'onda emotiva. Abbiamo chiesto alle piattaforme online di cambiare le policy di cancellazione delle prenotazioni per salvaguardare i nostri gestori e gli ospiti, tenuto conto che le maggiori Ota non hanno modificato le modalità di rimborso, determinando non pochi contenziosi tra host e guest per le cancellazioni».

«Non risultano cancellazioni di voli a Capodichino a causa del Coronavirus», è invece il dato tranquillizzante che arriva da Gesac. Confesercenti Campania ha chiesto però al governatore De Luca «il riconoscimento dello stato di crisi - dichiara il presidente Vincenzo Schiavo - Sollecitiamo la convocazione di un vertice per assumere provvedimenti immediati a supporto di commercio e turismo. A Napoli si registrano disdette e cancellazioni di prenotazioni dal 35% al 45% fino a maggio. E c'è un blocco di prenotazioni per i mesi successivi, con conseguenze tragiche per Pasqua ed estate che rappresentano il 30-40% degli incassi annuali».
 

E non va meglio nel settore della ristorazione: «Nel weekend c'è stata una flessione del 10% nelle duemila attività napoletane - spiega Massimo Di Porzio, presidente provinciale della Fipe - Ma psicosi e panico possono fare più danni del virus. Chi lavora molto col turismo, come il mio ristorante Umberto a Chiaia, è più colpitoi». «L'allarmismo ci uccide. Ci hanno annullato due tavoli da 30 - spiega Vitale De Gais, socio di Pizza Vesi Gourmet e di Orange a piazza Vittoria - Due gite scolastiche da Formia e Gaeta. Un danno di 1900 euro di mancati introiti. Se fosse così ad aprile perderei tra i 20 e i 30mila euro al mese».  Ultimo aggiornamento: 21:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA