Coronavirus a Napoli, scatta il piano d'emergenza di de Magistris: 500 euro di multa a chi non sanifica

Venerdì 28 Febbraio 2020 di Luigi Roano
Da un lato cerca di abbassare i toni e chiede una «narrazione antipanico» dei giorni del Coronavirus, dall'altro infila la seconda ordinanza in due giorni e ne annuncia un altro paio se la situazione dovesse precipitare. Insomma, il sindaco Luigi de Magistris cerca di mettere le carte a posto e cita il suo amico e collega Beppe Sala che «ha riaperto Milano per ritornare alla normalità» confidando nel buonsenso dei napoletani. «C'è gente che non va a lavorare per paura». E, a Televomero durante Lente di ingrandimento, aggiunge: «Potremmo avere più morti per suicidi per chi perde il posto che per i contagiati. Bisogna cambiare modo di comunicare perché c'è stata troppa isteria politica e qualche errore è stato commesso». Nemmeno tanto velata l'accusa verso i palazzi romani. «Il rischio è che si produca una macelleria sociale con centinaia di migliaia di posti di lavoro che si perdono». In questo contesto in Regione il presidente Vincenzo De Luca fa sapere che «si è insediata la task force - come richiesto dal ministero per la Salute - per le misure emergenziali coordinata dal direttore della Protezione civile Italo Giulivo». Sull'ente di Santa Lucia innesca una polemica il capo dell'opposizione e candidato in pectore per il centrodestra Stefano Caldoro. «Regione immobile che vara le misure solo dopo il primo caso, chiude la stalla dopo che i buoi sono usciti, solo propaganda» dice.
 
 

«Se non ci sono controindicazioni - racconta l'ex pm - lunedì le scuole riapriranno. Casi autoctoni a Napoli non ce ne sono, si tratta di una sola persona che proveniva dai luoghi dei focolai». La nuova ordinanza ricalca le direttive impartite dal ministero della Salute e rafforza la prima con la quale sono state chiuse le scuole. Viene firmata a tarda sera e prevede l'obbligo per tutti gli uffici pubblici e privati, gli esercizi commerciali, i ristoranti, gli chalet le attività artigianali, le palestre, gli spazi comuni degli alberghi, le strutture recettive e i locali destinati a locazioni brevi, e ancora musei, stazioni, porto ed aeroporto di avviare azioni di sanificazione. Dieci giorni di tempo per effettuarla e chi non la rischia una sanzione fino a 500 euro. Il certificato di avvenuta sanificazione deve essere ben visibile all'esterno del locali. Anche i luoghi di culto deveno essere sanificati. Tutto deve essere pulito a prova di coronavirus. Nell'ordinanza si invitano anche le società di trasporto pubblico ad effettuare gli stessi interventi. Ma non è dunque in programma l'annullamento di manifestazioni pubbliche salvo che i luoghi dove si terranno siano igienizzati. In questo senso - salvo novità relative ai casi di contagio - la partita tra Napoli e Torino in programma domani al San Paolo si dovrebbe disputare regolarmente, così come anche la movida non dovrebbe accusare contraccolpi. Il sindaco sta valutando - invece - di varare anche un'altra ordinanza che dovrebbe tutelare scolari e genitori se non riaprissero le scuole lunedì. In quel caso cosa succederebbe? «È allo studio una direttiva - chiarisce il sindaco - con cui vogliamo garantire i genitori nell'assistenza dei figli contemperando pertanto il diritto al lavoro, il diritto alla salute e all'assistenza dei minori». Sempre in tema scuole il sindaco garantisce che le procedure di sanificazione delle 500 scuole «sta procedendo bene».
 

De Luca ha quindi istituito la task force la cui mission è «misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid 2019» il nome scientifico del Coronavirus. Ne fanno parte oltre alla Protezione civile, i direttori delle Asl e tutti gli uffici del gabinetto del governatore. A Santa Lucia si ritengono pronti ad affrontare gli eventi. Caldoro invece è tranchant: «Solo propaganda, De Luca ha convocato i sindaci per un inutile sermone. Colgo anche l'occasione di esprimere loro la mia solidarietà per le accuse generiche e propagandistiche da parte di De Luca». Per Caldoro «alla fine sono i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali le Istituzioni più vicine al problema, ancora di più lo è il personale sanitario. A loro servono azioni concrete non le chiacchiere di chi preferisce la propaganda alla prevenzione».  Ultimo aggiornamento: 16:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA