Coronavirus a Napoli, quattro nuovi contagiati. E i medici di famiglia chiedono più tamponi

Domenica 26 Luglio 2020 di Ettore Mautone
Coronavirus a Napoli, quattro nuovi contagiati. E i medici di famiglia chiedono più tamponi

Negativi al tampone i due ragazzi di Capri che, nei giorni scorsi, erano ricorsi alla guardia medica dell'isola denunciando sintomi febbrili. Restano in isolamento domiciliare e, tra una settimana, ripeteranno il test. Dalla Regione intanto, Pina Tommasielli, medico di famiglia e componente dell'unità di crisi, fa sapere che sono pienamente operative le equipe territoriali dei team covid. «Arrivano molte telefonate - avverte - da parte di pazienti che chiedono informazioni su come accedere ai tamponi. La richiesta va trasmessa al proprio medico che attiva le Usca e i team di montaggio tramite una piattaforma informatica. Il medico, per norma nazionale, deve essere reperibile telefonicamente dalle 8 alle 20, così anche i sostituti. Ogni inadempienza, se irraggiungibili, va segnalata agli organi di controllo della Asl».

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Non ce l'ha fatta a vincere l'infezione Covid-19 dopo oltre due mesi di rianimazione e terapia intensiva al Cotugno. Era stato trasferito in gravi condizioni, lo scorso 13 maggio, dalla rianimazione del Ruggi di Salerno che, dopo il trasferimento del malato, chiuse i battenti per tornare alle attività ordinarie. Classe 1957, di Avellino, era finito in terapia intensiva dopo un intervento chirurgico e la concomitante scoperta della positività al Coronavirus. Dopo un mese di ricovero, al perdurare dell'infezione, fu trasferito nell'hub partenopeo per le malattie infettive dove la positività al virus si è protratta per molte settimane. Da circa un mese e mezzo si era negativizzato ma le condizioni generali erano rimaste molto gravi. Si tratta dell'ultimo dei pazienti della prima ondata epidemica ricoverato al Cotugno. Nel polo infettivologico partenopeo la giornata di ieri è trascorsa per il resto con una relativa tranquillità: nessun nuovo ricovero, sebbene resti sostenuta la richiesta di tamponi presso la tenda antistante il pronto soccorso. Stabili le condizioni dei pazienti più gravi, in particolare l'uomo di Giugliano alle prese con una polmonite interstiziale bilaterale sottoposto all'antivirale Remdesivir, cortisone, immunoglobuline aspecifiche e ventilazione ad alti flussi con cui si cerca di evitare di intubarlo.
 


Intanto in Campania si registrano 21 nuovi casi conteggiati solo ieri nel bollettino delle 18 della Protezione civile. Un report in cui non è ancora indicato il decesso avvenuto al Cotugno che sarà indicato oggi. Dei 21 contagi rilevati in Campania, Napoli partecipa con quattro nuovi casi emersi dai tamponi giornalieri. Nel dettaglio si tratta di un giovane recatosi l'altro giorno al pronto soccorso dell'Ospedale Cotugno per la comparsa della febbre. Effettuato il tampone è stato dimesso con isolamento domiciliare e, all'esito positivo, è stato arruolato nel servizio di sorveglianza in quarantena obbligatoria. L'indagine epidemiologica sui contatti stretti del ragazzo è stata conclusa ieri mattina con alcuni tamponi il cui esito arriverà oggi.

Da conteggiare ci sono poi due asintomatici sottoposti a tampone in quanto contatti stretti di un paziente positivo (la donna venezuelana che era giunta al Pellegrini come caso sospetto e da qui trasferita al Covid center dell'ospedale del mare). Si tratta del marito e della signora presso la quale la sudamericana svolgeva l'attività di badante. Il quarto caso è quello di una paziente con frattura alla spalla (ricoverata al Pellegrini), che dopo il test rapido effettuato all'ingresso del pronto soccorso (risultato negativo) aveva effettuato un tampone pre-operatorio con esito positivo. La paziente è stata trasferita al Covid Center dell'Ospedale del mare. Anche su questo caso l'indagine epidemiologica della Asl è conclusa con il tampone praticato ieri a tutti i contatti stretti. Qui si inserisce un piccolo giallo: il 24 luglio il medico di guardia del pronto soccorso del Pellegrini aveva infatti trasmesso una nota al 118 informando del caso in Ortopedia e chiedendo la chiusura del pronto soccorso ortopedico per le successive 24/48 ore in attesa dell'esito dei tamponi effettuati agli altri pazienti. In realtà la direzione sanitaria non era stata informata. Ieri pomeriggio è stata diramata pertanto una seconda nota alla centrale del 118 per chiarire che il pronto soccorso era in realtà funzionante. 

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