Visite e esami rinviati, ora raffica di richieste negli ospedali di Napoli: «Tre mesi di attesa»

Domenica 17 Maggio 2020 di Ettore Mautone

Sarà realizzata presso il Covid center del Loreto Nuovo l'area destinata ad accogliere i casi di pazienti sospetti per il Coronavirus. L'obiettivo è dare ossigeno e ordine al lavoro quotidiano del 118. La rete nei giorni scorsi ha fatto fatica ad orientarsi tra sanificazioni, affollamenti, mancanza di spazi adeguati tra un paziente e l'altro facendo fare la fila a molte ambulanze dirottate a destra e manca tra un pronto soccorso sospeso per sanificazione e un altro troppo affollato. La novità, dunque è che il Loreto metterà a disposizione un'area in cui isolare i malati in attesa di diagnosi. Qui si provvederà ad accertare il contagio per poi valutare, sia in caso positivo sia in caso negativo, dove smistare i pazienti in base alla patologia prevalente. In questo scenario sia il Cotugno sia il Covid Hospital dell'Ospedale del mare avranno la possibilità di effettuare interventi medici e chirurgici multispecialistici, anche oncologici, sui pazienti eventualmente riscontrati infetti. Per le emergenze lo scenario cambia: il paziente va trattato nell'immediatezza e a questa funzione è deputata la palazzina M del Cardarelli dove in caso di necessità si potranno effettuare angioplastiche, trattare un politrauma, impegnare la chirurgia di urgenza o la stroke unit.
 

 

Al Monaldi intanto i percorsi sono rigidamente codificati e due camper (o due tende) saranno a stretto giro allestite sulla destra dello scalone centrale accedendo dal viale principale. Qui un paziente che deve essere sottoposto a un intervento chirurgico farà il tampone rapido (con risposta in un'ora) i prelievi per la sierologia e il dosaggio degli anticorpi e un elettrocardiogramma e radiografia al torace. Luoghi facilmente sanificabili che consentiranno di smistare il flusso dei pazienti anche nell'ambito delle reti tempo dipendenti. I percorsi di accesso ai reparti sono stati tracciati tutti all'esterno dell'ospedale nei vari varchi di cui il Monaldi dispone. Una guardia giurata sarà a presidio di tutti gli ascensori con sanificazioni continue. Il vero nodo da sciogliere resta quello della codifica dei percorsi di accesso. Le prenotazioni per la maggior parte delle prestazioni diagnostiche di controllo per la riacutizzazione di malattie croniche sono quasi ovunque fissate a settembre o ottobre. Un'artrosi che non dà pace, interventi alla colecisti per i calcoli, un'ernia, cisti e colonscopie sono tutti interventi differibili che senza urgenza superano i 3 mesi di attesa. Per l'oncologia le corsie preferenziali sono invece garantite in ospedale e nei distretti. Al Monaldi, nei Policlinici e al Pascale le attività diagnostiche e chirurgiche per i malati di tumore non si sono mai fermate ma non è andata così per i portatori di un pacemaker o per i cardiopatici, per i neuropatici e per decine di altre patologie acute e croniche che pagano ora un tributo.
 

Più difficoltosa la ripresa nelle Asl. A Napoli le tende sono state smontate in tutti gli ospedali dove non hanno mai funzionato e dunque al San Gennaro, Annunziata, San Giovanni Bosco, ospedale del Mare e resta in piedi invece quella del San Paolo dove il team del pronto soccorso ha svolto un gran lavoro. Team rimaneggiato di infermieri dirottati al Covid hospital di Napoli est senza contare l'erosione della dotazione di anestesisti rimasti in 8 a presidio di tutti i turni del pronto soccorso, della rianimazione, della ostetricia. Situazione che ha tirato il freno alla Chirurgia che si giova anche delle unità qui traslocate dagli Incurabili mentre la Cardiologia non ha ancora un reparto e la gloriosa unità di Otorino dell'Ascalesi lavora a scartamento ridotto. Un ospedale fermo per le attività programmate a causa della carenza di anestesisti e medici di urgenza. In questo scenario si colloca anche la mancanza della guardia ortopedica notturna al Cto e le difficoltà dell'Ospedale del mare. Nodi che dovrebbero essere sciolti con la conclusione di diversi concorsi tra cui quello per 23 anestesisti dell'Ateneo Vanvitelli a cui dovrebbero attingere tutti. Si attende che anche il Cardarelli riavvii i motori del concorso per i tecnici di radiologia. 

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