Coronavirus in Campania, cinque «casi» in fabbrica: chiude stabilimento a Nola

Venerdì 31 Luglio 2020 di Carmen Fusco

Dopo il campo estivo di Cimitile frequentato da due bimbe positive al Covid chiude anche uno dei quattro stabilimenti della Nusco spa. Nella fabbrica di infissi della zona industriale di Nola i contagiati sono cinque, compreso il cognato del paziente zero, il giovane di Cimitile, cioè, che dopo essere tornato dalla Serbia è stato ricoverato al Cotugno in terapia sub intensiva dopo aver trasmesso il virus a sei persone tra le quali due bambine.

Il focolaio acceso a Cimitile divampa. Ai casi della Nusco bisogna aggiungerne, infatti, altri: si tratta del nonno, che vive a Tufino, del giovane di Cicciano che dopo aver contratto il Covid per essere andato a prendere all'aeroporto il suo amico tornato dalla Serbia ha contagiato anche la fidanzata di Acerra e, sempre a Cicciano, la parente stretta di un defunto del quale si sono celebrati i funerali qualche giorno fa. È per questo motivo che oggi a tutti i partecipanti al rito funebre saranno effettuati i tamponi.

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I test si faranno in mattinata al centro Nadur della Gescal così come comunicato dal sindaco Giovanni Corrado che ha invitato tutti a sottoporsi all'esame e intanto ha ordinato l'uso di mascherine anche all'aperto. Si stima che oggi a Cicciano potrebbero arrivare una settantina di persone. L'attesa dei risultati terrà tutti con il fiato sospeso così come è già accaduto per il campo estivo di Cimitile dove, tra bambini e operatori, sono state messe in isolamento un centinaio di persone considerate potenzialmente a rischio. Anche per loro è stato disposto il tampone ma non a tutti è stato già effettuato.
 


La struttura frequentata dalle cuginette, figlia e nipote, del paziente zero, registra iscritti di tutto il territorio ed è questo il motivo per il quale, se dovessero registrarsi altri pazienti positivi il focolaio potrebbe diventare un rogo per l'intero territorio nolano. Ai cittadini in isolamento perché a vario titolo sono entrati in contatto con il centro estivo si aggiungono poi gli operai della Nusco che, pur essendo risultati negativi al primo tampone dovranno osservare un periodo di quarantena di due settimane e ripetere gli esami almeno un altro paio di volte. Si tratta di una trentina di persone che accrescono l'elenco complessivo degli «isolati» facendo toccare quasi quota 200. Sono dati che destano allarme e che potrebbero riservare sorprese nei prossimi giorni. Al momento i contagi riconducibili al primo caso di Cimitile sono complessivamente 13 in un territorio che pur abbracciando più comuni è circoscritto in poche decine di chilometri. Nell'azienda di infissi, intanto, l'amministratore Luigi Nusco ha chiuso lo stabilimento in cui si è sviluppato il nuovo focolaio.

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«Abbiamo predisposto interventi di sanificazione e lo stabilimento tra qualche giorno potrebbe riaprire i battenti, ma i dipendenti, tra personale amministrativo e operai, stanno tutti in isolamento fiduciario ed è per questo che sto valutando la possibilità di anticipare la chiusura per ferie, che dura tre settimane. Nessun problema si registra, invece, negli altri tre stabilimenti dove l'attività prosegue normalmente».

Da Nusco lavorano complessivamente quasi 250 persone e quelle considerate a rischio sono complessivamente una quarantina. I cinque pazienti contagiati, tra i quali l'operaio di Camposano e quello di Moschiano nell'Avellinese già noti da qualche giorno, risiedono a Napoli, Piazzolla di Nola e Visciano. 

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