Coronavirus, aiuti alle famiglie: al Comune di Napoli 7,6 milioni, bonus di 304 euro per 25mila

Lunedì 30 Marzo 2020 di Luigi Roano

Sette milioni e 625mila euro più qualche spicciolo, a tanto ammonta la quota che spetta a Napoli - e che gestirà il Comune attraverso i servizi sociali - dei 400 milioni destinati a tutti i Municipi d'Italia per il sostegno alla spesa alimentare degli indigenti storici e di quelli che lo sono diventati causa l'epidemia da Coronavirus che ha ibernato l'intero Paese. Oggi, la misura che viaggia attraverso i canali della Protezione civile, verrà pubblicata in Gazzetta ufficiale, a quel punto sarà una corsa contro il tempo per far arrivare i fondi a tutti i comuni. Verosimilmente tra mercoledì e giovedì dovrebbero arrivare nelle casse di Palazzo San Giacomo dove invece si spera che possano arrivare anche prima, magari già oggi. Si fanno calcoli e si guarda a quello che è stato fatto fino a oggi a più o meno due settimane dall'inizio dell'emergenza sanitaria e a quello che si può fare con questa prima tranche di fondi. Ma chi ha diritto al sostegno? «L'Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall'emergenza epidemiologica da virus Covid-19» si legge nel decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri. Nella sostanza dovrebbero averne diritto tutti quelli che non potranno beneficiare degli ammortizzatori sociali, che non hanno ottenuto il Reddito di cittadinanza. E molto probabilmente ne avranno diritto i lavoratori irregolari, i precari, gli ambulanti abusivi e tante altre forme di sofferenza.
 


Due conti per capire come stanno le cose: a Napoli si stima che un quinto della popolazione - almeno sulla carta - sarebbe indigente, poco meno di 200mila persone. Se il Comune volesse distribuire questi fondi a 25mila famiglie, più o meno 100mila persone, la quota per famiglia sarebbe di 304 euro, soldi utili per fare una spesa dignitosa per 10 giorni. Il sindaco Luigi de Magistris è consapevole che serve tanto altro e sta mettendo in campo strumenti per aumentare i fondi a disposizione e ne chiede anche al governo. «Bisogna mettere nelle tasche di chi è indigente e di chi non li ha dei soldi per evitare che questa tragedia sanitaria diventi un fatto di ordine pubblico, serve il reddito di quarantena». Sui soldi assegnati a Napoli de Magistris traccia la roadmap per arrivare a ottenerli. «Da oggi partirà un censimento per verificare come distribuirli, ma in città esiste anche una economia sommersa fatta di gente che ha diritto di vivere. Per questo motivo c'è il banco alimentare. E ai soldi del governo, da oggi si sommano i nostri cioè il reddito di solidarietà comunale. Soldi pubblici e soldi privati». Le richieste al banco alimentare sono aumentate di circa il 50% negli ultimi 10 giorni. La quota del Comune dovrebbe ammontare a circa un milione, ma in questo fondo confluiranno le tante donazioni che stanno arrivando dai napoletani più fortunati. Lo stesso decreto prevede questa opzione: «I Comuni - si legge nel testo - possono destinare alle misure urgenti di solidarietà alimentare eventuali donazioni. A tal fine è autorizzata l'apertura di appositi conti correnti bancari onde fare confluire le citate donazioni». Il centro di solidarietà permanente di Palazzo San Giacomo sarà la Mostra d'Oltremare dove da oggi confluiranno i tutti i generi da distribuire in attesa del censimento. «Da oggi - conclude de Magistris - la macchina organizzativa nel contrasto alle povertà sarà alla Mostra d'Oltremare, dove convoglieranno tutti i generi di necessità lì dove poi sarà cura della nostra task force procedere alla distribuzione ai bisognosi, con la massima rapidità, attraverso i dipendenti comunali e delle partecipate, i volontari e la rete del terzo settore». 

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