Covid Campania, gli ospedali in sofferenza: posti letto ridotti al lumicino

Mercoledì 14 Ottobre 2020 di Adolfo Pappalardo

Ora non è il solo il nuovo record di positivi a preoccupare ma i posti letto che mancano. Tra intensiva, sub e normale degenza che sono quasi tutti occupati negli ospedali campani. Tra strutture mai entrate in funzione per mancanza di personale (vedi Agropoli nel salernitano) ai Covid center modulari non ancora partiti ai centri di eccellenza, come il Cotugno, dove risulta tutto esaurito. Manca poco al collasso mentre i focolai aumentano. Ad Ischia quattro classi delle scuole elementari sono in isolamento, a Torre del Greco sono cinque di scuola media poste in quarantena mentre a Procida chiude un intero plesso. Con il primo lockdown totale, così come l’abbiamo conosciuto nelle terribili settimane di marzo, scattato ieri sera ad Arzano paesone di 35mila abitanti del Napoletano. Una situazione da brividi. 

Ieri la Campania fa registrare un nuovo record di positivi mai raggiunto prima: ben 818 quelli a fronte di un incremento dei tamponi (11.396). A questo bisogna aggiungere anche due vittime e 151 guariti. Il saldo tra guarigioni e nuovi contagi fa segnare quindi un aumento di 667 casi, avvicinandosi così alla soglia incrementale di 800 casi indicata la settimana scorsa dal governatore De Luca come limite oltre il quale «serve chiudere tutto». Solo la Lombardia sta messa peggio in Italia con il suo migliaio di casi ma in Campania la situazione rimane allarmante sui posti letto disponibili. 

In grande affanno il comparto ospedaliero come testimonia il caso del Covid hospital di Boscotrecase (Napoli), dove sono 47 i posti ordinari occupati su 54 disponibili, 15 su 20 in subintensiva e 5 su 13 in terapia intensiva. A fotografare le condizioni in cui operano i sanitari del Sant’Anna e Santissima Maria della Neve è il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Gennaro Sosto, che spiega come «quello che al momento preoccupa di più sono in particolare i ricoveri ordinari, tanto che il lavoro che si sta cercando di fare a monte è capire la reale necessità di ospedalizzazione di ogni singolo contagiato».

 

A Napoli città la situazione non è certo migliore. Anzi. Dai dati in possesso del Mattino i posti sono ridotti al lumicino. Il Loreto Mare risulta pieno (occupati sia i 40 posti di degenza, sia i 10 di sub intensiva) e così l’Ospedale del Mare dove i 30 posti di degenza sono tutti occupati. Rimane disponibile, invece, sempre nel nuovo nosocomio, uno dei sei posti in terapia intensiva. Al Cotugno, invece, nonostante l’aumento dai 114 ai 180 posti, non risulta libero nemmeno un letto. E lo stesso discorso vale per gli 8 posti riservati ai dializzati che hanno difficoltà nelle terapie salvavita a cui devono sottoporsi. Addirittura a ieri sera erano stati sistemati nel pronto soccorso del Cardarelli 8 pazienti sospettati di aver contratto il Covid in attesa dei tamponi ed eventuali trasferimenti. Un sistema al collasso se si guarda anche la provincia dal lato Nord: dei 44 posti riservati ai malati Covid tra i plessi di Giugliano, Pozzuoli e Frattamaggiore tutti risultano occupati. 

La situazione non migliora certo nelle altre 4 province. È il caso di Salerno dove il Covid center modulare sistemato mesi al Ruggi apre solo oggi a causa di lungaggini burocratiche. In teoria nei due moduli sono previsti 24 posti in terapia intensiva ma lo spazio non è molto e alla fine saranno di meno i letti: «Tra un letto ed un altro ci sarebbero 20 centimetri, si arriverà a 14», dice un medico del Ruggi. Comunque sia da oggi saranno disponibili solo 6 posti mentre gli altri sono in via di allestimento. Al Da Procida, invece, risultano 4 posti in terapia intensiva, 6 in sub intensiva ed una quarantina in pneumologia per la degenza. Ma tutti sono occupati. Così come al plesso di Scafati dove 4 letti in terapia intensiva, 16 in sub intensiva, 19 in malattie infettive e altri 16 per asintomatici risultano occupati. Infine la nota dolente: il polo di Agropoli, nonostante l’inaugurazione per i 20 posti di degenza Covid, risulta ancora chiuso per mancanza di personale. 

Funziona invece a pieno ritmo, passando a Caserta, il Covid di Maddaloni aperto assieme a quello di Agropoli. E qui, nel plesso in Terra di lavoro, risultano tutti occupati i 30 posti in terapia sub-intensiva pneumologica, i 56 posti in reparto medicina mentre rimangono liberi 6 dei 15 posti in terapia intensiva. Va un po’ meglio a Teano dove 4 posti su 20 sono liberi e Caserta città, dove non sono occupati 3 su 24 posti in terapia intensiva e 18 su 18 nel reparto infettivi. 
Situazione leggermente migliore in Irpinia dove rimangono disponibili 10 posti, di cui 9 in intensiva. Ad oggi infatti dei 49 letti disponibili al Moscati (10 in intensiva, 16 in sub-intensiva e 23 ordinari) solo 39 ne sono occupati (38 in ordinaria, 1 in intensiva). Brutte notizia invece da Ariano Irpino dove il Covid center risulta ancora in allestimento. 
Nel Sannio, infine, la situazione nemmeno è rosea nonostante il manager del Rummo sia riuscito ad attivare 60 posti invece che i 50 previsti inizialmente. Ma risultano a ieri occupati ben 49 letti. 

Saranno un milione e trecentomila i kit reagenti per i tamponi che verranno spediti in Campania dalla struttura del Commissario Arcuri fino ad aprile. La fornitura sarà per i laboratori pubblici e punta a sostenere la crescita della Campania nei tamponi. La prima spedizione di 30mila kit è già arrivata e ne arriverà una a settimana di questa quantità. Lo apprende l’Ansa Campania. I kit, secondo i dati forniti dall’Unità di Crisi della Regione, verranno distribuiti regolarmente alle Asl attraverso la rete regionale che verifica la necessità di attrezzature. Appena due giorni fa, infine, la Regione ha anche ricevuto 46mila tamponi e la fornitura settimanale da Roma aumenterà da 20mila a 40mila tamponi. 
 

Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 18:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA