Coronavirus in Campania, ancora lutti a Pomigliano e a Pozzuoli: morto carpentiere rientrato da Piacenza

Giovedì 26 Marzo 2020 di Gennaro Del Giudice e Pino Neri

Non ce l'ha fatta il marito dell'anziana morta lunedì mattina all'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. L'uomo, 80 anni, è deceduto ieri pomeriggio nel reparto dedicato ai contagiati da Covid-19 in seguito a una crisi respiratoria dopo l'aggravarsi delle sue condizioni di salute. L'anziano era risultato positivo al tampone lunedì mattina ed era stato intubato nelle ore in cui la moglie spirava nel pronto soccorso dove era arrivata la sera prima. Una immane tragedia per i tre figli della coppia che viveva in un'abitazione nel complesso di palazzine popolari del lotto 3, in via Pasolini, nel quartiere di Monterusciello, dove adesso si teme un focolaio. Attualmente sono tredici le persone contagiate a Pozzuoli.

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Dolore anche a Pomigliano, che piange un terzo morto mentre la paura aumenta anche a causa di altri due casi sospetti. Dopo il decesso dell'operaio Francesco Rea, 55 anni, e quello di una donna di 80 anni, martedì sera è morto Alberto Piccolo, 54 anni, un carpentiere rientrato a Pomigliano da Piacenza, uno degli epicentri nazionali del contagio. L'uomo, vedovo, era andato ad abitare in un alloggio del vecchio centro cittadino già occupato dalla figlia. I parenti hanno scritto sui social che «per giorni avrebbe chiesto invano il ricovero». Solo martedì il carpentiere è stato ricoverato nell'ospedale di Nola, dove è morto. La paura è alle stelle. Ieri FCA ha comunicato ai sindacati che un operaio, per il quale si attende il risultato del tampone, è in ospedale. Il sindacato Si Cobas parla di «colpevoli ritardi nonostante le diffide a chiudere il reparto» e preannuncia azioni legali. C'è apprensione anche per la sorte di un dirigente della Leonardo, che attende il risultato del test.


Nel frattempo, il comandante della Polizia Locale, Luigi Maiello, ha creato una rete con Comune, associazione Caip e associazione «Legami di Solidarietà» per interventi urgenti, come la raccolta e la consegna a domicilio dei farmaci salvavita e il sostegno a famiglie prive di redditi. «Tutto questo dichiara Maiello - è stato possibile grazie alla generosità dei commercianti e dei poliziotti municipali che hanno donato buoni pasto e cinque ore a settimana di straordinario». Maiello ieri ha denunciato un farmacista che vendeva mascherine usa e getta a venti euro l'una.
 

Ultimo aggiornamento: 13:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA