Covid, stretta sui trasporti in Campania: capienza ridotta al 60% su bus e metro

Martedì 13 Ottobre 2020 di Adolfo Pappalardo

La Campania continua a destare preoccupazione. Anche se ieri registra un leggero calo nel numero delle persone positive al Covid-19: 635 nelle ultime 24 ore su 7720 tamponi mentre erano 662 nelle 24 ore precedenti. Ma, attenzione, perché questa regione rimane ancora sul podio nazionale dei contagi: seconda solo alla Lombardia con 1.080 nuovi casi ma con 10mila tamponi in più della Campania (17.186 per la precisione). Ma a preoccupare di più sono i focolai sparsi nel napoletano. Tra la Rsa dei Colli Aminei (48 positivi) mentre a Monte di Procida al pari di Somma Vesuviana restano attivi mini lockdown, imposti dai primi cittadini.

Naturale che con questo quadro palazzo Santa Lucia cerchi in tutti i modi di arginare la situazione. Anche sul fronte di nuovi limiti. Anzitutto entro oggi dovrebbe essere firmata la nuova ordinanza del presidente De Luca per uniformare normative regionali e nazionali emanate dall’ultimo Dpcm. Lavoro di pura burocrazia anche perché paradossalmente questa volta il Dpcm nazionale, vedi orari dei locali della movida, è addirittura più restrittivo dell’ultima ordinanza emanata dal governatore. E, naturalmente, non ci sarà una ulteriore restrizione campana. O così sembra. 

 

Il fronte più caldo, invece, resta quello dei trasporti pubblici dove si andrebbe ad una riduzione dell’indice di capienza. Dall’attuale 80 per cento al 60, anche se il governo ipotizza addirittura il 50. Ieri mattina se ne è discusso durante una riunione tra Luca Cascone, il consigliere regionale delegato ai trasporti, con le associazioni di categorie e i responsabili delle aziende. E qui, senza tanti giri di parole, Cascone ha fatto capire che si andrà verso una riduzione della capienza. Per questo ha invitato le aziende a organizzarsi, magari stipulando contratti con i privati e reperire ulteriori mezzi per le prossime settimane. Ma non ci sarà nessun anticipo da parte della Regione Campania perché la materia è al centro di un vertice oggi tra la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, e le associazioni rappresentative delle aziende del trasporto pubblico locale, i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, di Anci e di Upi per un confronto sulle misure di contenimento dei contagi sui mezzi pubblici, sotto pressione proprio a causa della scuola. 

Qui nel vertice le Regioni potranno esprimere il loro parere mentre saranno analizzate alcune situazioni problematiche riportate in questi giorni, relative ad assembramenti a bordo dei mezzi e all’interno delle stazioni. L’eventuale ritocco dall’80 al 50 per cento della capienza massima dei mezzi, però, dovrebbe essere accompagnata da una riduzione della pressione degli utenti. Ovvero nuove norme che disciplinino orari scaglionati di ingresso per scuole ed uffici pubblici. Una materia, quindi, che è competenza di diversi ministeri. Senza contare che occorre disciplinare, anche se in periodi di emergenza, anche i contratti collettivi di lavoro.  È il motivo per cui la Campania ha preferito non muoversi, preferendo attendere una norma quadro dal governo nazionale. Ma se non dovesse avvenire a breve è ipotizzabile che palazzo Santa Lucia possa decidere di agire motu proprio. Anche in nome della situazione critica perdurante che si registra in questa regione. 

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Intanto ieri è stata firmata la delibera della Regione per l’apertura della residenza all’Ospedale del Mare: accoglierà persone positive, che devono stare in isolamento ma non possono passare la quarantena in casa. L’hotel aprirà la prossima settimana e sarà gratuito. L’albergo è inteso come isolamento domiciliare e quindi in caso di peggioramento i pazienti, informano dalla Regione, contatteranno il proprio medico di base o in caso di gravi esigenze possono chiedere all’infermiere di chiamare il 118 che può portare il paziente in ospedale.
 

Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA