Coronavirus, in Campania Rt sotto l’1: si va verso la zona arancione

Venerdì 27 Novembre 2020 di Ettore Mautone

In Campania il contagio da Coronavirus nelle ultime due settimane ha rallentato la sua corsa e in virtù del miglioramento di molti dei 21 indicatori di rischio, presi in considerazione nel monitoraggio del ministero della Salute, potrebbe avviarsi a passare in zona arancione. Dall’8 novembre, quando è scattata la zona rossa e le sue restrizioni, si è registrata una chiara decelerazione dell’epidemia. Prendiamo la media giornaliera dei nuovi casi: è stata dal 9 al 15 novembre di circa 3.470 positivi (in totale, in sette giorni, 24.268) rispetto ai 3.900 della prima settimana di novembre (in totale 27.319 casi). Un dato rimasto sostanzialmente stabile nella settimana successiva, quella che va dal 15 al 22 novembre, mentre ha intrapreso un più sensibile e ulteriore calo a partire da sabato 21 proseguendo durante quest’ultima settimana non ancora conclusa. Il vaglio di quest’ultimo periodo sarà tuttavia escluso dal monitoraggio che tra oggi e domani il Comitato tecnico scientifico, l’Istituto superiore di sanità e il Consiglio superiore di Sanità prenderanno in esame nella cabina di regia con le Regioni per l’aggiornamento della cartina dei colori e delle rispettive restrizioni attribuita a ciascuna area del Paese. A valere, per la Campania e la Toscana finite in zona rossa l’8 novembre, sono infatti i valori dei 21 indicatori di rischio misurati nell’arco di 14 giorni dal 16 al 22 novembre. Cosa è accaduto dunque in queste due settimane? 

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Rt Uno dei parametri più sensibili, per misurare la temperatura del virus, è l’indice di infettività Rt (inteso come la capacità di SarsCov2 di dare luogo ad un raddoppio delle infezioni nell’arco di 7 giorni, al netto dei decessi e dei guariti). Tale valore ovviamente risente fortemente delle restrizioni (distanziamento sociale) che agisce come acqua di spegnimento sui focolai di infezione. Ebbene anche Rt è in progressivo, costante, sensibile ribasso: dal valore di 1,62 registrato l’8 novembre (profilo di crescita esponenziale) tale parametro ha perso circa 5 lunghezze attestandosi, il 15 novembre, a 1,11 (profilo di crescita lineare). Solo sotto il valore 1 il profilo di crescita dei casi tende realmente ad appiattirsi e in effetti ciò è accaduto per la prima volta domenica scorsa, 22 novembre, quando Rt è finalmente scivolato sotto 1 a 0,99. Numero corretto ulteriormente al ribasso, dall’unità tecnica del ministero che, nel calcolo, tiene conto dell’entità dei sintomatici. Pertanto il valore finale di Rt da prendere in considerazione dovrebbe essere di 0,9. È sufficiente per la Campania, tale risultato, per uscire dalla zona rossa e guardare al Natale con restrizioni più leggere ancorate alla zona arancione?  

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Andiamo più a fondo e verifichiamo cosa è accaduto sul fronte del sovraccarico delle reti di cura ospedaliere e territoriali. Nell’ultimo report del monitoraggio ministeriale del 15 novembre le Terapie intensive erano impegnate al 34 per cento e le degenze ordinarie al 47 per cento, entrambe sopra il valore soglia fissato rispettivamente al 30 e al 40 per cento dei posti disponibili. Da allora al 22 novembre la situazione è sostanzialmente stabile per le terapie intensive e in calo per le degenze in medicina dove si sono liberati una manciata di posti ma a contare è anche la pressione sui pronto soccorso e la tendenza. Il trend, nella settimana in corso, è in ulteriore ancora più sensibile miglioramento, soprattutto per le unità di rianimazione ma non bisogna affatto rilassarsi, poiché il virus continua a circolare e a far danni. Ha superato la fase del decollo, in cui la diffusione cresceva in modo esponenziale, ma non ha ancora avviato la discesa. Ed è per questo che quasi tutte le Regioni sono state classificate a rischio “alto”, eccetto quattro (Friuli V.G., Liguria, Molise e Veneto), che presentano un rischio moderato. La Campania, pur essendo stata ritenuta ad alto rischio presenta ora tuttavia un trend epidemiologico in evidente miglioramento. La moderata diffusione e l’assenza di allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali inducono fondatamente a ritenere che, se i dati dei prossimi giorni dovessero ulteriormente migliorare, ben presto la Campania uscirà dalla zona rossa. I dati della seconda decade di novembre ci dicono che la crescita dei ricoveri in aree mediche e in terapie intensive è calata e che la percentuale dei guariti è aumentata in misura significativa, ma ci dicono anche che il tasso di ospedalizzazione è ancora alto e probabilmente superiore al valore soglia. A voler allungare poi lo sguardo e paragonare prima e seconda ondata (che non è ancora conclusa)in Campania la seconda batte la prima nettamente sui numeri di contagi, tamponi ma anche decessi. 

Ultimo aggiornamento: 11:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA