Coronavirus, a Capri una movida
da sballo: resse senza mascherine

Coronavirus, a Capri una movida da sballo: resse senza mascherine
di Anna Maria Boniello
Domenica 19 Luglio 2020, 23:46 - Ultimo agg. 20 Luglio, 15:18
5 Minuti di Lettura

Assembramenti fuori controllo, ovviamente senza mascherina. La movida che animava i locali notturni e le taverne del by night si è riversata per le strade dell’isola. È stata una notte senza regole. Una situazione difficile che rischia di sfuggire di mano specie nel fine settimana quando vacanzieri ed habitué, fra cui tanti giovani, sbarcano a Capri a frotte decisi a divertirsi ad ogni costo. Da quando si sono allentati i divieti, a partire dall’obbligo della mascherina all’esterno, e benchè i locali pubblici abbiano contingentato gli ingressi e ridotto il numero di tavolini, nell’ora dell’aperitivo serale la Piazzetta diventa un imbuto, così come le strade griffate di via Camerelle e via Vittorio Emanuele dove si aprono night, discoteche e taverne, che pure si sono adeguati alle norme che disciplinano gli accessi. 

LEGGI ANCHE Coronavirus, Galli: «Occhio a focolai e "super-diffusori"». E consiglia test anche agli studenti

MOVIDA SELVAGGIA
L’ultima ordinanza del governatore De Luca prevede che il titolare dei locali non è responsabile di quanto accade all’esterno e lascia alla libertà individuale la possibilità (all’esterno) di indossare le mascherine e rispettare il distanziamento sociale. Fatto sta che anche a Capri, come del resto in tutti i centri della movida, i giovani sostano a lungo in strada, al di fuori dei locali, in attesa di entrare o solo per il gusto di trattenersi. Va anche detto, tuttavia, che a Capri è rigorosamente rispettato il divieto di bere all’esterno di bar, ristoranti e locali pubblici. 
L’altra notte i giovani si sono ammassati, anzi assembrati, all’esterno dei più gettonati locali capresi. Ovviamente i titolari dei locali non hanno alcuna responsabilità di quanto avviene all’esterno, semmai ci tengono a sottolineare che all’interno vige l’assoluto rispetto delle regole. Durante il lockdown i Comuni di Capri e Anacapri sono riusciti a mantenere l’isola Covid-free, impedendo addirittura ai lavoratori di sbarcare sull’isola fino alla data ultima del decreto. Oggi, con le nuove misure in vigore, c’è solo da affidarsi al buon senso e alla responsabilità dei turisti e dei vacanzieri. Albergatori, ristoratori e titolari di bar hanno messo in piedi tutte le misure di cautela ma purtroppo c’è sempre chi all’invito ad indossare la mascherina oppone un netto rifiuto. 

LE FORZE IN CAMPO

Il sindaco di Capri Marino Lembo ha fatto sapere che nelle prossime ore scriverà al prefetto, al questore e al comando provinciale dei carabinieri per chiedere una maggiore presenza di forze dell’ordine almeno nel fine settimana. Inoltre, Lembo sensibilizzerà ancora una volta i titolari dei locali pubblici a rispettare le normative in corso. Le unità delle forze dell’ordine attualmente impiegate a Capri sono circa un centinaio, e si tratta in particolare di sei carabinieri, cinquanta poliziotti, venti finanzieri, sedici vigili urbani e quindici uomini della Capitaneria di Porto che coprono turni che durano fino alle quattro del mattino, alternandosi nelle varie zone dell’isola. Il caos di questo fine settimana si è comunque limitato all’assembramento di persone che sostavano in Piazzetta per l’aperitivo e dei giovanissimi che, in mancanza di locali aperti per il rispetto del numero contingentato di avventori, si addentrano nella fitta rete di strade intorno al «salotto del mondo» per bivaccare fino all’alba mentre i più «fricchettoni» sostano all’esterno dei locali con la speranza mai persa di poter entrare nel caso si fosse liberato un tavolo. 

L’APPELLO DI PEPPINO
Viste le ridotte dimensioni delle strade di Capri, si sono creati veri e propri assembramenti che scomparivano alla vista delle forze dell’ordine e si riformano non appena le pattuglie svoltavano l’angolo per continuare nel loro percorso. Per mettere fine a questo nuovo modo ingombrante e rumoroso di trascorrere la notte in strada, il sindaco intende intervenire fin dal prossimo week end soprattutto per garantire la sicurezza sanitaria dell’isola.
L’emergenza, peraltro, non è ancora finita. Sulla questione interviene Peppino di Capri, mandando un messaggio ai ragazzi. «Non so perché i giovani non si rendano conto dei rischi che corrono. Ascoltano dalla mattina alla sera notiziari che spiegano quali siano le misure di sicurezza da adottare e le ragioni per cui vadano adottate, ancora oggi, perché il Covid-19 non è scomparso. Non dovrebbero avere bisogno di altro. Credo - sostiene l’artista icona dell’isola azzurra - che la sensibilità verso certi argomenti derivi dalla testa, ma anche dall’età. I giovani sottovalutano il valore della vita e preferiscono rischiare e accalcarsi fuori a un locale, piuttosto che rispettare se stessi e gli altri per una ragione più grande del divertimento. È una scelta di vita superficiale, se ne fregano delle conseguenze». 

Peppino di Capri offre ai giovani la sua esperienza personale, sottolineando quanto sia importante portare la mascherina. «Io non dico che cammino anche a casa con la mascherina, ma quasi. Lo faccio per rispettare gli altri. Tutte le volte che sono passato davanti ad “Anema e Core” ho sempre portato la mascherina e continuerò a farlo. Non dovrebbe richiedere troppo sforzo evitare un disastro prendendo delle semplici precauzioni. Poi, il locale non ha colpe, sperando che faccia tutto ciò che la legge impone». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA