Coronavirus, sos carceri da Maresca:
«Rischiamo la fine della Colombia»

Lunedì 30 Marzo 2020
«Serve un piano urgente per le carceri» altrimenti «faremo la fine della Colombia». A dirlo è Catello Maresca, sostituto procuratore della Corte di Appello di Napoli ed magistrato antimafia a cui si devono importanti inchieste sul clan dei Casalesi. Di recente gli istituti penitenziari di mezza Italia sono stati al centro delle cronache per rivolte e per gravissimi atti d'intolleranza innescati dalle misure di contenimento varate dal Governo per fronteggiare l'emergenza coronavirus.

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Maresca rimarca la necessità di un piano organizzativo-sanitario strutturale e ne delinea alcuni punti come, per esempio, «tamponi 'a tappetò sui detenuti e sugli agenti anche con la collaborazione di laboratori privati; una distribuzione della popolazione carceraria sul territorio nazionale considerando la riapertura di strutture dismesse come l'Asinara e Pianosa, o l'utilizzo di strutture meno affollate come quelle di Chiavari, Avezzano e Grosseto». «Infine - aggiunge - l'istituzione di Centri Diagnostici Terapeutici e sezioni detentive riservate esclusivamente a positivi e asintomatici».

In relazione agli episodi di violenza, secondo il magistrato, è necessario punire chi si è reso protagonista di sommosse, danneggiamenti, resistenza e lesioni con la previsione di specifici reati e aggravanti soprattutto per i delitti commessi nei confronti del personale della Polizia Penitenziaria«. »Le carceri sono la cartina al tornasole del disagio sociale - conclude Maresca - proprio per questo è improcrastinabile neutralizzare immediatamente i sinistri segnali che si stanno rilevando«.
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