Coronavirus, impennata di contagi in area nord di Napoli. I medici: «Situazione quasi drammatica»

Giovedì 22 Ottobre 2020

Impennata di contagi da Covid-19, tra il 10 e il 20 ottobre, nei quartieri dell'area Nord di Napoli. Il dato emerge dal report dello studio condotto dal Comune di Napoli in collaborazione con l'Università degli Studi della Campania 'Luigi Vanvitellì. I quartieri di Scampia, Piscinola e Chiaiano sono stati individuati come Zona Rossa, detta anche Area Calda, perché caratterizzata da un tasso alto alimentato da un elevato incremento percentuale di casi di positività al virus. Attenzione anche ai quartieri nord di Secondigliano, Miano e San Pietro a Patierno che sono classificati come Zona Arancione, detta anche Zona di riscaldamento, perché con tasso ancora basso ma con un incremento percentuale elevato di casi elevato. Qui si teme che nei prossimi giorni possa esserci un 'ulteriore crescita del contagio. A dare la fotografia dell'avanzamento del virus nel capoluogo è anche l'assenza in tutta la città della Zona Verde, detta anche zona fredda, perché a basso tasso e incremento. Migliora invece la situazione nei quartieri di San Carlo all'Arena e Stella e in tutta l'area del centro dove si registra una «diminuzione percentuale» di contagi e di positivi. 

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Restano invece sorvegliati speciali e in Zona Arancione i quartieri di Pianura e Soccavo e tutta l'area orientale con Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e Barra. In queste aree lo studio rileva «un lieve incremento» dei contagi. Attenzione anche per la zona collinare del Vomero-Arenella e per l'area occidentale di Fuorigrotta e Bagnoli dove si registra «un incremento» di casi di positività al covid. Complessivamente nella città di Napoli, secondo l'ultimo bollettino diffuso ieri dal Comune, si contano 6.202 positivi.

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«La situazione è grave, c'è il serio rischio che diventi drammatica. E ancora non è presente l'epidemia influenzale che porterà a un incremento dei contagi». Così Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei medici di Napoli. «È incredibile che si continui a dire che i medici famiglia non stiano facendo nulla. Bisogna ricordare che ci coso morti tra medici di famiglia a causa del coronavirus. A me, ad esempio, sono stati consegnati i vaccini senza i dpi per poterli somministrare. Ogni operatore dovrebbe essere protetto adeguatamente. Noi siamo investiti da tutta una serie di processi da cui poi non riceviamo alcun ritorno. Il sistema di tracciamento in capo alle Asl mi pare chiaramente saltato e con questo tasso di crescita dei contagi non reggiamo neanche per altre due settimane. Gli effetti dei provvedimenti di questi giorni avranno effetto troppo in là. La popolazione dovrebbe essere in grado di imporsi da sola un lockdown eliminando le attività non necessarie».

Ultimo aggiornamento: 17:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA