Coronavirus a Napoli, la speranza arriva dal Pascale: altri 4 pazienti tornano a respirare

Martedì 24 Marzo 2020 di Ettore Mautone
Coronavirus a Napoli, la speranza arriva dal Pascale: altri 4 pazienti tornano a respirare

Polmonite da Coronavirus: altri quattro pazienti in trattamento con il Tocilizumab sono stati estubati ieri al Monaldi. Erano in narcosi, ricoverati da alcuni giorni in rianimazione, in condizioni critiche, nella ex Utic (Unità di Terapia intensiva coronarica) oggi convertita a unità per Coronavirus. Uno dei 4 pazienti ha solo 27 anni ed era in terapia intensiva per la polmonite grave ma non aveva altre patologie se non l'asma. Il giovane ha preso il Tocilizumab il 18 marzo e da ieri è solo in ventilazione assistita in attesa di essere trasferito in normale degenza. Gli altri tre estubati sono stati trattati il 19 marzo e sono i primi tre inseriti nella sperimentazione Aifa su 330 pazienti in Italia. I tre uomini sono rispettivamente del 1963, del 1964 e del 1969 anch'essi non più in terapia intensiva ma solo in ventilazione assistita in attesa di tornare in degenza. Respirano autonomamente e torneranno a vedere la luce da una finestra di una stanza di degenza al Cotugno. Qui proseguiranno la cura. «Ormai è sempre più chiaro - avverte Vincenzo Montesarchio, oncologo del Monaldi, uno dei ricercatori che insieme a Paolo Ascierto e Franco Perrone del Pascale e a una dozzina di primari del Cotugno conduce la sperimentazione clinica - che il farmaco riesce a funzionare in un intervallo di 48 ore poste a cavallo delle 24 che precedono o seguono la fase critica della malattia, quando diventa necessario il trattamento in rianimazione, quando la grave polmonite interstiziale che si instaura non ha ancora procurato danni irreversibili».
 

 

Tocilizumab è un farmaco immunosoppressore usato di consueto nella cura dell'artrite reumatoide, una malattia autoimmunitaria, ma è anche impiegato per controllare gli effetti di alcune immunoterapie del cancro di ultima generazione. Un anticorpo monoclonale che tira il freno alla macchina dell'infiammazione innescata dall'interleuchina 6. È questa molecola a far scattare il semaforo verde alle difese dell'organismo scagliate contro il virus nell'infezione polmonare da Covid-19. Sembra che proprio l'eccessiva effervescenza della reazione immunitaria del paziente, sviluppata contro il Coronavirus, finisca per distruggere il rivestimento cellulare dei polmoni danneggiando gravemente gli alveoli polmonari deputati agli scambi di ossigeno con l'aria. Quando i danni sono irreversibili non danno scampo portando alla morte. Questa l'intuizione dei ricercatori napoletani che da oncologici già usavano la molecola per mitigare e controllare gli effetti secondari delle immunoterapie del cancro tipo le Car-t.

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Tra i 18 pazienti reclutati nella sperimentazione iniziale a Napoli 4 sono deceduti (la malattia era troppo avanzata), 6 sono migliorati in maniera evidente lasciando la rianimazione e tutti gli altri hanno registrato miglioramenti nell'ossigenazione e nei parametri dell'infiammazione. Dopo il semaforo verde dell'Aifa (Associazione italiana del farmaco), alla sperimentazione clinica proposta dai ricercatori e clinici partenopei, sono 3mila i pazienti reclutati da 330 gruppi ospedalieri italiani che hanno aderito alla piattaforma informatica allestita per il via allo studio. Nell'arco di un mese si tireranno le prime conclusioni della sperimentazione. Lo studio individua tre gruppi di pazienti, il primo formato da malati non ancora intubati (o che lo sono da meno di 24 ore), il secondo in rianimazione da più di 24 ore e il terzo che coinvolge tutti quelli in corso di trattamento dall'inizio fino ad oggi. Molti ospedali Covid in Campania, oltre il Cotugno e il Monaldi, hanno iniziato a utilizzare il farmaco.
 

Intanto sulla vicenda mediatica che ha visto contrapposti Massimo Galli, primario dell'ospedale Sacco di Milano, e Paolo Ascierto, primario al Pascale, interviene anche l'Ordine dei medici di Napoli che ha scritto alle redazioni della trasmissione Cartabianca e Striscia la notizia. «Trasmissioni - avverte Scotti - che hanno lasciato ampio spazio alle affermazioni, tutte da dimostrare, di Massimo Galli, miranti prevalentemente a screditare pubblicamente Ascierto, accusato di provincialismo. Spazio quasi nullo è stato dato ad Ascierto che ha spiegato come è arrivato ad intuire l'utilità del Tocilizumab. Ho chiarito che Ascierto, secondo la classifica stilata dal sito americano expertscape.com, è collocato ai vertici internazionali nella cura del melanoma». 

Ultimo aggiornamento: 12:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA