Covid Campania, indice Rt in discesa ma restano critici 19 parametri su 21

Venerdì 20 Novembre 2020 di Ettore Mautone

Indice di infettività Rt in netta discesa, (da 1,62 a 1,1) e contagi in calo, che appiattiscono un po’ la curva dei nuovi positivi che tuttavia continua a crescere sebbene più lentamente mentre gli altri 19 (su 21) indicatori di intensità, che misurano la febbre del Coronavirus in Campania, restano critici e ancora segnati in rosso nel monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute diffuso ieri e nel confronto tra la settimana dal 2 all’8 novembre (che ha dato luogo al lockdown) e quella dal 9 al 15.

 


Ma andiamo a verificare nel dettaglio: il numero dei nuovi casi per 100 mila abitanti, che definisce l’incidenza epidemica, uno dei parametri più significativi da cui distillare l’impatto assistenziale, in Campania resta a tre cifre e passa da un valore di 733 della settimana precedente a 824 a fronte di una media italiana di 732 contagi per 100 mila abitanti. Dato quest’ultimo che colloca l’intera Italia, tranne alcune regioni, in una fascia epidemica alta al pari di quello che si osserva nel resto dell’Europa. In crescita, in Campania, anche i contagi accumulati nell’arco dei sette giorni considerati che infatti passano dai 20.567 raggiunti all’8 novembre ai 22.595 del 15 novembre in linea con un Rt che, come detto, nell’intervallo di tempo considerato, resta ancorato a un valore superiore a 1 (soltanto sotto questo livello soglia si assiste a una vera discesa della curva di espansione dei contagi). Restano stabilmente sopra soglia anche il numero di casi sintomatici notificati per mese ma in assenza di allarmi sulla resilienza dei servizi territoriali che, insieme alla crescita dei focolai, collocano la Campania stabilmente sopra la soglia della capacità di monitoraggio e tracciamento. Nel complesso la valutazione della probabilità di progressione esponenziale dei contagi è considerata moderata (uguale a quella della settimana precedente). 

 


Cruciali per una valutazione complessiva sono a questo punto gli indici di occupazione dei posti letto: per le terapie intensive di sale al 34 per cento (in rispetto al 31 per cento della settimana precedente e molto sopra la soglia limite del 30) mentre l’analogo indicatore dei posti di area medica per pazienti Covid-19 è nella settimana dal 9 al 15 novembre attestata al 47 per cento anche in questo caso stabilmente superiore al valore soglia del 40 per cento ma in leggero calo rispetto al 56 per cento della settimana precedente. Il miglioramento è da attribuire al fatto che la percentuale di terapie intensive impegnate fa riferimento all’intera dotazione rianimativa della regione che non è espandibile. Per le degenze ordinarie, invece, la valutazione viene fatta rispetto alla destinazione a unità Covid di posti attinti al più vasto serbatoio regionale che conta 18 mila posti in totale. Aver aggiunto nelle ultime settimane 1300 posti ordinari della rete delle Case di cura ha dunque alleggerito il peso dei pronto soccorso, consentito di decongestionare le aree di emergenza degli ospedali e anche fatto calare la percentuale di impegno sebbene il numero totale di pazienti ricoverati sia intanto cresciuto. La proiezione a 30 giorni della possibilità che vi sia una crisi dell’occupazione dei posti letto risulta come in precedenza bassa. Aumenta l’età media dei contagiati che vanno in terapia intensiva (età media intorno ai 70 anni) con una quota anche tra 50 e 70 anni. Stabile nel tempo l’età media dei decessi collocata come nel resto d’Italia intorno agli 80 anni. Aumentano un po’ i guariti. Cruciale sarà ora per la Campania l’analisi della settimana appena trascorsa. Possiamo anticipare che c’è un ulteriore calo dell’Rt e anche dell’indice di occupazione delle terapie intensive andato sotto la soglia critica ma c’è ancora molta strada da fare per la ripresa dei servizio di assistenza ordinaria oggi sostanzialmente paralizzata.

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Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 16:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA