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Covid in Campania, focolaio in una casa di riposo: tamponi a tappeto in tutte le residenze per anziani

Venerdì 2 Ottobre 2020 di Maria Pirro
Covid in Campania, focolaio in una casa di riposo: tamponi a tappeto in tutte le residenze per anziani

Il virus avanza, la Regione Campania corre ai ripari: teme un ulteriore aumento di contagi e dispone i tamponi per tutti gli ospiti delle rsa, le oltre 50 residenze sanitarie che ospitano gli anziani, inevitabilmente esposti a rischi maggiori. Con un provvedimento di «assoluta urgenza» diramato nel pomeriggio dall'unità di crisi.
Affidato alle Asl, lo screening di massa va ripetuto a cadenza settimanale ed è adottato in considerazione di quanto sta accadendo qui e nel resto d'Italia: con il focolaio in corso a Saviano, all'ombra del Vesuvio, che ha già fatto una vittima e registrato 21 positivi, e un altro a Villa Genusia di Ginosa Marina (Taranto), circa 60 casi di Covid-19 tra personale e pazienti, di cui 10 pazienti - tutti con patologie pregresse - deceduti dopo aver contratto l'infezione; mentre la Regione Lazio, in accordo con Cgil, Cisl e Uil, sigla un nuovo modello di assistenza pubblica nelle rsa e il rafforzamento del sistema dei servizi per non autosufficienti e disabili.
 

 

A Napoli città convocata ieri una riunione per eseguire i test di massa, ma controlli rafforzati sono previsti già da mesi per accedere in queste strutture come negli ospedali. In particolare, il protocollo del 16 maggio stabilisce le misure organizzative: i degenti devono sempre indossare la mascherina («Compatibilmente con la patologia di base») e misurare la temperatura almeno una volta al giorno. Chi ha la febbre, viene sottoposto a tampone rapido e tenuto in isolamento: se il risultato è positivo viene trasferito in un Covid-Center, se il verdetto è negativo accompagnato in un altro presidio specializzato Covid-Free. Sono, inoltre, limitate le visite: una sola persona è ammessa con mascherina e dopo la misurazione della febbre, «nei casi strettamente indispensabili». Gli accertamenti per medici e operatori restano periodici, come nei reparti e negli ambulatori.

Già prima della nota di Palazzo Santa Lucia, i vertici dell'Asl Napoli 2 Nord, che si estende da Pozzuoli a Frattamaggiore e gestisce direttamente tre rsa e un hospice (135 pazienti, in totale), fa qualcosa in più: mette in una «zona di sicurezza» le new entry, anche se l'esito del tampone è negativo; solo dopo 14 giorni, possono essere accolte nella struttura. Da luglio a ieri si contano 500 test rapidi ai pazienti e al personale, 723 esami sierologici eseguiti con cadenza mensile e 750 tamponi naso-faringeo, sempre con cadenza mensile.
 
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I familiari degli ospiti al momento non possono proprio accedere, in ragione dell'aumento dei casi riscontrato a livello regionale e nazionale: in precedenza sono stati ammessi su appuntamento, in ambienti neutri, indossando la mascherina e con camice monouso, dopo aver effettuato il test rapido. Anche nelle sette rsa dell'Asl Napoli 3 Sud (da Castellammare alla penisola sorrentina) gli ingressi sono bloccati. Contatti consentiti solo tramite videochiamate e cellulari. «È qui, a Madonna dell'Arco, con 50 positivi e 11 morti, che si è avuto il primo focolaio in una rsa della regione», ricorda Antonio Coppola, il commissario chiamato a gestire l'emergenza Covid in tutte le rsa e le case per anziani del territorio di competenza dell'azienda sanitaria locale, dove si è registrato un altro cluster a Santa Maria del Pozzo; 23 positivi. Ora Saviano, nonostante le misure rigorose adottate. «Tre dei 21 pazienti positivi - spiega Coppola - sono stati trasferiti in ospedale, mentre gli altri sono isolati in un piano della struttura. Ma sono finiti fuorigioco anche sette operatori, causa Covid: sostituiti da personale inviato dalla Protezione civile». Rinforzi preziosi per non fermare l'assistenza. «Con le nuove disposizioni regionali, sono 1500 i tamponi a settimana da eseguire. Sotto monitoraggio anche i privati accreditati e le case di riposo, sottoposti agli stessi controlli», precisa Coppola, in ufficio fino a sera, affiancato da una squadra di sei medici. Intanto, negli ambulatori dei medici di famiglia e nei distretti sanitari inizia in anticipo la campagna di vaccinazione anti-inflluenzale, dando la prioriotà agli ultra65enni, e nei Comuni con un'impennata di casi si muovono giunta e amministrazione. A Scafati, ad esempio: da oggi il sindaco Cristoforo Salvati chiude i quattro centri per anziani. «Fino a nuova disposizione».

Ultimo aggiornamento: 16:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA