Covid in Campania, screening a rilento: fino a sei giorni per un tampone

Covid in Campania, screening a rilento: fino a sei giorni per un tampone
di Ettore Mautone
Mercoledì 19 Agosto 2020, 22:53 - Ultimo agg. 20 Agosto, 07:32
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Dal 12 agosto in Campania, con il via ai tamponi a tappeto resi obbligatori per tutti i rientri dall’estero e parallelamente alla registrazione dell’aumento di viaggiatori risultati positivi al Coronavirus, per i contatti stretti (conviventi, amici e parenti), la vita si è fatta difficile. Per tutti infatti, all’esito positivo del tampone di un familiare, scatta l’isolamento domiciliare fiduciario per 14 giorni, ovvero l’obbligo di restare a casa almeno fino a tampone negativo. Ciò per evitare di diffondere una eventuale infezione (asintomatica o sintomatica che sia). I test sono prenotati dai dipartimenti di prevenzione della Asl che effettuano il tracciamento dei contatti e sono eseguiti a domicilio da parte delle Usca (medici che girano su Unità mobili). La richiesta è diventata esponenziale: nell’ultima settimana la Asl Napoli 1 è passata da 70-80 tamponi al giorno a circa 600 (1800 in tre giorni). Fatalmente, soprattutto per contatti dei positivi è aumentata l’attesa per il prelievo nasofaringeo. 

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Per chi rientra il prelievo nasofaringeo viene prenotato per mail ed effettuato il giorno dopo andando al punto prelievi della Asl alla sede del Frullone. A Napoli, a partire da oggi, il responso è assicurato entro massimo 48 ore. All’esito positivo del tampone la Asl inizia l’indagine epidemiologica sui contatti stretti. Per tutti queste persone sarà necessario effettuare un tampone, ma i tempi non sono certi come per il caso indice e possono dilatarsi fino a 5 o 6 giorni a partire dalla prenotazione del test. 
 

 

Per potenziare la rete dei prelievi domiciliari la Asl Napoli 1, ma anche tutte le altre sei aziende sanitarie della Campania, hanno richiamato dalle ferie il personale preposto che per l’80 per cento ha risposto all’appello. Da oggi in città sono infatti al lavoro altre tre Usca (in tutto sono 5, due impegnate al Frullone e tre in giro per la città) che assicurano in tempi più rapidi i prelievi nasofaringei domiciliari dei contatti dei positivi. Tenendo conto di almeno 24 ore tra la prenotazione e l’esecuzione materiale del tampone e dei tempi di processamento e di refertazione, si punta a comunicare nell’arco di 3 o 4 giorni l’esito del test molecolare. Ciò anche in virtù del fatto che una quota dei tamponi, effettuati a chi rientra, verrà assorbita direttamente in aeroporto impegnando un team che organizzativamente risponde direttamente all’unità di crisi utilizzando personale infermieristico della Asl. 
 

Qui si inserisce un nodo non sciolto, segnalato a più riprese dalla platea dei medici di famiglia a cui giungono le richieste di presa in carico clinico da parte dei pazienti (anche se asintomatici) e anche la richiesta di certificati per il rientro al lavoro dei negativi. I laboratori che processano i tamponi infatti compilano un foglio exel con i dati anagrafici e il referto dei positivi e negativi che viene trasmesso ai dipartimenti di prevenzione delle Asl che dovrebbero caricare questi dati sulla piattaforma informatica cui i medici hanno accesso. I carichi di lavoro rallentano questo processo per cui si crea il paradosso che a volte il paziente sa di essere positivo o negativo al Covid ma non il suo medico curante che non può attestarlo in via ufficiale. La Asl comunque ieri in solo giorno ha effettuato 450 chiamate per notificare l’esito del tampone ad altrettante persone. 

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Dal punto di vista clinico ed epidemiologico a complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che un tampone è una fotografia di un momento che può inquadrare, nella migliore delle ipotesi, le 24 ore precedenti al test. Insomma certifica se in quel dato momento si è portatori o meno del virus. Per essere attendibile però dovrebbe essere effettuato in media dopo almeno 6 giorni dal contatto con un positivo per evitare di incappare nel cosiddetto periodo finestra in cui un soggetto sta sviluppando il contagio ma non ha ancora una consistente traccia del virus nelle proprie vie aeree.
Per intenderci è lo stesso processo per il quale un test di gravidanza non ha alcun significato se praticato il giorno dopo un rapporto sessuale. È anche per questo che la Asl verifica caso per caso il tempo zero di un ipotetico contagio e il tempo uno in cui sia necessario effettuare il tampone. Se praticato nei tempi giusti un tampone negativo consente di liberare la persona a rischio dall’isolamento domiciliare fiduciario che dovrebbe continuare per 14 giorni con un secondo tampone negativo alla fine di tale periodo. Non a caso la sola Asl Napoli 1 ha in carico 536 persone in sorveglianza fiduciaria con tampone negativo mentre 104 sono in isolamento domiciliare in quanto positivi.  

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