Covid in Campania, 4.127 in quarantena: è caccia a chi è rientrato dall'estero senza tampone

Sabato 19 Settembre 2020 di Ettore Mautone

Esauriti i tamponi di screening a chi rientra dai viaggi all'estero e dalle vacanze (obbligatori fino al 17 settembre) in Campania i contagi giornalieri da Coronavirus mantengono medie elevate, attestate di nuovo attorno ai 200 casi a fronte di test su prelievo nasofaringeo anch'essi posizionati su quote più alte della media (tra sette e ottomila al giorno). Lo scenario epidemiologico che ne viene fuori delinea una nuova fase in cui i positivi a Covid-19 non sono più in maggioranza direttamente collegati ai contatti dei contagiati individuati dopo i rientri ma probabilmente il frutto della cerchia di diffusione del virus da parte di chi è sfuggito ai controlli e non si è mai segnalato alla propria Asl di residenza.

Indifferenza al rischio proprio e altrui, sottovalutazione delle conseguenze, superficialità e paura, insofferenza alle limitazioni gli ingredienti che hanno fatto da miccia ai focolai autoctoni in Campania. Un fiume sommerso di contagi dunque che alimentano il bollettino giornaliero alla vigilia del difficile snodo della riapertura delle scuole e nella prospettiva di un autunno caldo in cui si sovrapporrà fatalmente l'influenza stagionale.
 

 

Il Sistema sanitario campano come si difenderà da tale scenario? «Continueremo a mettere in campo le azioni e gli strumenti con cui abbiamo superato senza troppi danni la prima e più acuta fase epidemica - avverte Maurizio Di Mauro, infettivologo e manager del Monaldi-Cotugno - ben consapevoli che al crescere del contagiati, ancorché in maggioranza asintomatici, ce ne saranno alcuni più suscettibili che dovranno essere assistititi in ospedale e tra questi una piccola quota anche in terapia intensiva».

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Cruciale dunque il lavoro di tracciamento da parte dei dipartimenti di prevenzione delle Asl. Ogni giorno, per ognuno dei circa 200 nuovi contagiati individuati dai tamponi scatta un certosino lavoro: «Per ogni nuovo caso avvertono i dirigenti Asl la persona viene raggiunta telefonicamente sia per capire come abbia contratto il virus sia per individuare i suoi contatti». «In molti casi dicono dalla Asl di Caserta non si riesce a capire l'origine dell'infezione. La prima misura che disponiamo è la quarantena a casa».

In pratica almeno 14 giorni in attesa di un doppio tampone che certifichi la negativizzazione. L'obiettivo è scongiurare il diffondersi del virus a macchia d'olio. Oltre alle indicazioni sui comportamenti da seguire e le precauzioni da assumere, si scava per capire chi quella persona, nell'arco delle 48/72 ore precedenti al tampone, abbia visto e incontrato. Telefonicamente o talvolta di persona, con un approfondito colloquio, si cerca di individuare gli itinerari, i luoghi frequentati, stilando un elenco di tamponi da effettuare convergendo sulla platea di persone con cui si è condiviso un tempo e uno spazio più o meno stretto e più o meno lungo da cui emergono i nuovi contagi.
 

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«Le persone sono smaniose di uscire di casa ma viviamo un momento complesso - sottolinea Pina Tommasielli medico di famiglia a Soccavo e un ruolo nell'unità di crisi - il pericolo riguarda le persone più fragili e suscettibili. Il rischio è pagare un prezzo molto alto». 

La sanità campana continua a fare il lavoro eseguito durante il lockdown: tamponi mirati proporzionali ai contagi individuati nell'albero dei contratti, invio delle Usca a domicilio per i tamponi su richiesta del medico di famiglia».

«Il virus c'è e serpeggia - conclude Tommasielli - anche se non c'è la drammaticità dei mesi scorsi. Bisogna incrementare e rilanciare l'attività delle Usca e l'assistenza a casa in remoto». «Uno dei nodi da sciogliere conclude Vincenzo Schiavo dirigente della Fimmg è quello organizzativo della tempestività nella esecuzione e comunicazione degli esiti dei tamponi».
 

 

Intanto da alcuni giorni a Napoli, dopo la prenotazione si può andare direttamente al Frullone per eseguire il test e la Asl ha messo a disposizione una mail per segnalare i ritardi nella comunicazione degli esiti (ritardoesitotampone@aslnapoli1centro.it).

Lo scenario epidemiologico è complesso: da settimane la Campania è ai vertici nazionali per numero di casi. I 208 di ieri (contro i 195 del giorno prima) sono pari a 27,9 positivi ogni mille tamponi contro i 23 del giorno precedente con una ventina di pazienti in terapia intensiva e oltre 300 ricoveri. E intanto è stato chiuso il pronto soccorso del San Giovanni Bosco sospeso per un'ora per sanificazione dopo l'isolamento del terzo paziente positivo al test rapido. 

Ultimo aggiornamento: 13:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA