Coronavirus in Campania, troppi pazienti ricoverati: le terapie intensive sono in difficoltà

Mercoledì 25 Marzo 2020 di Lorenzo Calò

Se la progressione di pazienti da trattare necessariamente in terapia intensiva dovesse confermare i numeri degli ultimi due giorni il sistema rischierebbe il collasso entro domenica. L'unità di crisi regionale segue con apprensione le curve del contagio e fa i conti con la disponibilità dei posti negli ospedali. Almeno 181 i pazienti con l'infezione ricoverati in terapia intensiva, l'altro ieri erano 110. Con gli ulteriori 24 posti da ieri attivati a Caserta e con le disponibilità residue nelle altre province la rete potrebbe reggere fino a 240 posti. Dopodiché sarà necessario passare al piano b, quello delineato lunedì nel corso dell'incontro con i vertici regionali Aiop e con gli altri delegati della sanità privata. Insomma, i pazienti meno gravi - ricoverati con sintomi, attualmente sono 345 - continueranno a ricevere assistenza, gli altri ammalati verranno ricoverati nelle strutture private. Molto dipenderà dalla progressione della curva del contagio mentre preoccupa il numero dei decessi, ormai a quota 64. Resta critica la situazione in provincia di Salerno (solo ieri altri 43 contagiati) mentre battono i denti i pazienti sistemati nelle tensostrutture esterne a Napoli: oltre al corona, spaventa il freddo.

Sale ancora il numero degli infettati: 91 quelli censiti ieri per un totale di 1194 soggetti colpiti dal virus, leggermente al di sopra delle previsioni - pur viste al rialzo - fatte dall'unità di crisi che aveva fissato l'asticella a 1185. Dunque, un vero rallentamento non c'è ancora.

Otto vittime il conteggio ieri in Campania, di cui quattro nel Salernitano. A Napoli è deceduto il dipendente dell'Anm, di 62 anni, ricoverato all'ospedale di Boscotrecase dallo scorso 17 marzo. Vittime registrate anche a San Giorgio Cremano, a Caserta, ad Avellino (si tratta di un altro paziente originario di Ariano Irpino, deceduto all'ospedale Rummo di Benevento) e, come detto, quattro in provincia di Salerno (l'ultimo la scorsa notte), tra cui il comandante dei vigili del fuoco di Sala Consilina, Luigi Morello, di 57 anni. Sempre a Sala Consilina, sono 16 gli ospiti della casa di riposo rimasti contagiati e messi in quarantena. Dunque resta confermato il focolaio (come nel caso di Ariano), circostanza che ha indotto ieri il presidente della Regione Vincenzo De Luca a decretare la «chiusura» anche di Auletta dopo che anche il vicesindaco è risultato positivo al Covid. Il provvedimento varrà fino al 3 aprile. Si aggravano inoltre le condizioni di salute del direttore generale della Vanvitelli Antonio Giordano, risultato positivo al coronavirus lo scorso 16 marzo e da ieri ricoverato al Cotugno.
 


La Campania resta ancora indietro per numero di tamponi effettuati, 7587 in tutto, 532 quelli eseguiti ieri, circostanza che ha fatto insorgere l'opposizione in consiglio regionale con Stefano Caldoro (Forza Italia) che ribadisce la necessità di «farne almeno 2mila al giorno e con maggiore velocità» e la cinquestelle Valeria Ciarambino che avverte: «Il sistema attuale non funziona, i nostri cittadini non possono apprendere di essere contagiati quando è già troppo tardi».
 

Un utilizzo sperimentale di una soluzione con acqua ossigenata allo 0.5 per cento per bloccare il coronavirus e tentare così di limitare le possibilità di contrarre l'infezione mediante una pulizia costante del cavo oro-faringeo. È lo studio di tre medici napoletani che hanno inviato le conclusioni del loro dossier all'Aifa e alla rivista «Lancet» per una validazione scientifica del procedimento di profilassi. A firmare il lavoro, il professor Antonio Del Prete, docente di oculistica alla Federico II, la collega Lucia Grumetto del dipartimento di Farmacia della medesima università e il dottor Arturo Armone Caruso, direttore sanitario e responsabile del servizio di otorinolaringoiatria e citologia nasale presso l'Aias di Afragola. L'obiettivo della proposta - spiegano i tre ricercatori - muove dall'osservazione che dimostrerebbe l'efficacia di un trattamento con acqua ossigenata in grado di depotenziare in circa un minuto l'aggressività del Covid-19.

Mentre l'ospedale Moscati - dopo il caos dei giorni scorsi - sta lentamente riprendendo ad accogliere pazienti affetti dal virus, a innescare la polemica è il sindaco Gianluca Festa, fautore della politica di sottoporre quante più fasce di popolazione possibile a tampone o a verifica preventiva mediante kit istantaneo. «De Luca sbaglia - dice Festa - la guerra al Coronavirus non la vinciamo con un posto in più in terapia intensiva ma con un contagiato in meno che arriva in ospedale».

Dalla Regione sì alla cig in deroga per le imprese anche con un solo dipendente (la procedura va espletata dal 30 marzo); proroga fino al 30 giugno dei termini di pagamento per la tassa automobilistica (per le scadenze comprese tra marzo e maggio); stanziati 35 milioni per la crisi del settore bufalino (20 per il 2019 e 15 per il 2020). 

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