Coronavirus in Campania, duemila positivi a casa: un team Covid gestirà la malattia a distanza

Lunedì 6 Aprile 2020 di Ettore Mautone

Sono circa duemila, in Campania, i Covid positivi in isolamento domiciliare sintomatici o meno. Cifra che lievita di circa 3 volte se si contano anche i sospetti in attesa di tampone o in quarantena. Una platea di pazienti che tende a crescere di giorno in giorno. La Campania - dove alle zone rosse già esistenti se n'è aggiunta un'altra: il Comune di Lauro in provincia di Avellino - sta tenendo alta la bandiera assistenziale ospedaliera ma lo sbandamento iniziale sul fronte delle cure domiciliari è stato evidente. Innumerevoli le segnalazioni su mancate notifiche del risultato dei tamponi, abbandono assistenziale, ricorso al 118 nelle sole fasi di aggravamento talvolta senza diagnosi certa e con esiti anche drammatici. Iniziare le cure a casa, individuare segni e sintomi, valutare, in ogni fase, la migliore strategia terapeutica è compito della medicina del territorio e dei medici di famiglia. Il modello campano delle cure domiciliari territoriali è stato messo a punto e muove i primi passi in molte Asl anche se attende linee guida comuni dall'Unità di crisi.
 

 

Lo schema di riferimento è quello in campo all'Asl di Caserta. Qui sono circa 200 i pazienti positivi e un migliaio in quarantena da seguire. In campo ci sono i Team Covid, le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), gli infopoint telematici, epidemiologi e servizi prevenzione dei distretti. La regia è dei medici di famiglia. Ad ognuno è affidato un compito: i Team Covid sono sovra-distrettuali costituiti da specialisti di varie discipline (cardiologia, pneumologia, radiologia, infettivologia, psicologi, fisioterapisti, infermieri, tecnici). Le Usca integrano le attività dei Team dotati di mezzi mobili e di tute e mascherine per accessi ai domicilio. L'infopoint riceve chiamate, videochiamate o mail e risolve o smista i nodi clinici o amministrativi.

Il gruppo informatico aggiorna quotidianamente la piattaforma regionale Saniarp-Covid condividendo la cartella clinica. Qui sono caricati anche i nuovi positivi per la presa in carico. Il flusso consente anche la geolocalizzazione di positivi, sospetti e guariti e la gestione dei tamponi di guarigione. I medici distrettuali sorvegliano i contatti degli asintomatici e dei rientri e segnalano al Team la comparsa di sintomi. I Medici di famiglia, che conoscono la storia clinica del paziente, svolgono un ruolo fondamentale nel contenimento del contagio e a loro volta attivano i Team nei casi di aggravamento.

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Un Covid+ asintomatico viene sorvegliato con contatti quotidiani per 14 giorni. In assenza di sintomi esce dalla sorveglianza. Se compaiono sintomi il medico di famiglia (o anche l'infopoint) attivano il Team per la gestione condivisa e per il tampone. Il Team può attivarsi autonomamente allertato da un convivente del paziente già in carico. Analoga procedura è attivabile alla comparsa dei sintomi simil-influenzali. Il paziente viene visitato in videochiamata (ove possibile) o chiamata, due volte al giorno. Con l'ausilio di tecnologie (App, saturimetri, telemedicina) sono valutate le funzioni vitali (saturazione ossigeno, pressione, frequenza cardiaca, affanno al cammino, temperatura) aggiornando la scheda di sorveglianza. Il team contatta il medico di famiglia per l'anamnesi. Effettua sempre un accesso a casa per gli esami del sangue e strumentali con la stazione mobile e le forniture delle terapie. Nei quadri clinici compromessi gli specialisti allertano il 118. I farmaci, erogati a domicilio, sono Idrossiclorochina, antibiotici, antivirali, anticoagulanti, vitamina D, cortisone in schemi terapeutici e dosaggi discussi caso per caso. Il Team si serve anche di nutrizionista, fisiatra (per la riabilitazione respiratoria) e del supporto psicologico via video, telefono, ed e-mail (un modello di questo tipo è stato già attivato dall'Unità di psicologia clinica dell'Azienda dei Colli guidata da Alberto Vito). L'iter si conclude con i tamponi di guarigione.
 


La Asl Napoli 2 per sostenere i medici di famiglia nella gestione di 256 pazienti Covid-19 oggi assistiti a casa fornirà, per ciascun malato, un kit con disinfettante per le mani, mascherine, saturimetro e farmaci introvabili in farmacia. Il sistema di sorveglianza domiciliare sta dando buoni frutti con tassi di ospedalizzazione più bassi rispetto ai dati regionali e nazionali (il 16,4% dei pazienti Covid positivi ricoverato contro la media del 27% campana e del 37% italiana). Il protocollo prevede che il medico di famiglia comunichi all'Asl la richiesta del kit: entro 24 ore ci sarà la consegna. I cardiologi di ciascun reparto dei quattro ospedali aziendali (Pozzuoli, Frattamaggiore, Ischia e Giugliano) sono in collegamento con i medici di base per consulenze. A Ischia, inoltre, nei prossimi giorni, un'equipe del Rizzoli (infettivologo, internista e infermiere) visiterà a casa tutti i pazienti Covid positivi arruolandoli in un percorso condiviso con il Medico di famiglia (esami diagnostici, ecografia, emogasanalisi, prelievo ematico, test degli anticorpi a domicilio). Da sabato scorso a Ischia è inoltre attiva un'ambulanza dedicata ai tamponi a domicilio (Usca).

A Napoli città ci sono circa 2500 soggetti in isolamento domiciliare fiduciario e in sorveglianza attiva ma spesso accade che la notizia del risultato dei tamponi, soprattutto quando negativi, avvenga con molto ritardo in quanto non è ancora pronta una piattaforma informatica in cui condividere il dato con i medici di famiglia. Il modello assistenziale proposto è simile a quello di Caserta e se ne sta occupando Tiziana Spinosa direttore di distretto. La cooperativa Comegen (170 medici di famiglia) in collaborazione con la Cardiologia della Federico II, ha avviato un piano per monitorare a distanza i pazienti Covid via Skype e con un'app (elettrocardiogramma, saturimetria) comunicati su una piattaforma interattiva. Per ora solo le Usca fanno tuttavia accessi a domicilio. A Napoli 3 sud sta partendo una piattaforma in telemedicina che segue in remoto 222 pazienti Covid positivi (e mille sospetti) a cui sarà applicato un cerotto bluetooth in cui sono indicati la funzione cardiaca, pressione e ossimetria gestiti da specialisti del Sumai (cardiologi, pneumologi, internisti e geriatri) in collaborazione con i medici di famiglia. 

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