Coronavirus in Campania, picco a metà aprile e riapertura light a maggio

Giovedì 9 Aprile 2020 di Adolfo Pappalardo

Il temuto picco di contagiati in Campania ancora non è stato raggiunto. Dovrebbe registrarsi a metà aprile, dicono le stime, ma è naturale che in queste ore a Santa Lucia si stia pensando già alla fase 2. Alla ripartenza, insomma. E stavolta la Campania, che sulle ordinanze restrittive si è mossa sempre in anticipo rispetto alle decisioni del governo, potrebbe anche decidere di uniformarsi. «Anche se ci preoccupa ancora la situazione delle nostre Codogno», dicono all'Unità di crisi della Regione riferendosi alle zone rosse del Vallo di Diano nel salernitano e di Ariano e Lauro, in Irpinia. Con un particolare timore per l'ultima cittadina appena dichiarata off limits per il Covid.

 


La media dei contagiati degli ultimi due giorni parla di 98 nuovi casi (120 due giorni fa, 76 ieri) su poco più di duemila tamponi. Un rapporto del 6 per cento che è vicino alla prima soglia minima di 4 ma relativamente lontano dall'uno a cui ci si è prefissi di arrivare. Da qui l'idea che il picco in Campania possa essersi leggermente spostato di una settimana: dalla fine della prima settimana di aprile a metà mese circa. Anche se si registra una lieve attenuazione: i nuovi contagiati sono di forma più leggera e non corrispondono ai posti di terapia intensiva. Senza contare che devono ancora entrare in funzione le intensive degli ospedali mobili. Una situazione, quindi, di relativa tranquillità che, solo da 48 ore, fa intravedere un'uscita a portata di mano. Per questo ora a palazzo Santa Lucia ci si inizia a porre il problema di pensare i tempi per allentare la stretta. In maniera graduale, ovvio.
 
 

L'importante è scavallare le festività di Pasqua, disinnescare possibili movimenti e comportamenti scorretti da chi è in quarantena da un mese esatto, e un minuto dopo pensare al dopo. Tra lunedì sera e martedì, infatti, è previsto un punto della situazione sul capitolo aperture. A Roma, il governo sta già pensando di allentare la presa e, anche per il pressing vigoroso ieri di Confindustria di Lombardia Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, è quasi pronto: via libera alle aziende produttive chiuse con l'ultimo decreto del 22 marzo già dal 15 o 18 aprile se la situazione continuerà a stabilizzarsi secondo la curca degli ultimi giorni. Sempre rispettando, ovviamente, le norme anti-Covid per la sicurezza dei luoghi di lavoro. Una finestra a cui la Campania accarezza di adeguarsi anche se è a ridosso del picco di metà mese. D'altronde a palazzo Santa Lucia sanno bene come più passa il tempo, più forte è il rischio che molte aziende rischino di non aprire o comunque di rimanere senza liquidità sino a strozzarsi. Da qui l'idea che, passate le festività pasquali, possa essere dato il via libera anche al solo asporto per le attività di ristorazione e pasticceria, come accade nelle altre regioni.

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Diverso invece è il ragionamento sulle persone e sulle attività commerciali. Il governo ipotizza di dare il via libera, ma sempre rispettando le norme, alla circolazione normale delle persone e alla riapertura dei negozi già dal prossimo 4 maggio. Data che potrebbe andare bene anche alla Campania che però ipotizza anche un lieve scollamento.

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Questione più complicata, infine, per la riapertura delle attività di ristorazione e bar. E se al governo parlano di fine maggio, qui la Regione attende di avere in mano algoritmi sicuri per immaginare una riapertura di queste attività. Un passaggio non da poco poiché si arriverebbe a estate iniziata e l'impatto in Campania non sarebbe da poco: con le tensioni e le paure di viaggi all'estero, nelle regioni che si affacciano sul mare e da sempre luogo d'attrazione turistica, si riverserebbe un gran numero di persone.

Impossibile, quindi, disegnare, ora che si iniziano a temere ondate di ritorno del Covid, i prossimi scenari. 
 


Intanto il bollettino di ieri segnala un calo dell'andamento dei contagi. Erano 120 su 2005 tamponi due giorni fa; si passa dopo ventiquattr'ore a 76 positivi ma su un numero leggermente inferiore di tamponi (1880). In serata il presidente della Regione, De Luca, ha fatto un'ordinanza per chiudere Paolisi, in provincia di Benevento, dove sono stati registrati 19 positivi tra lavoratori di un'azienda avicola. 

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