Covid in Campania, test nelle scuole: De Luca più cauto sulle chiusure

Giovedì 1 Ottobre 2020 di Adolfo Pappalardo e Ettore Mautone

Prima la minaccia, dopo l’ennesima stretta, di chiudere tutto. Poi il chiarimento di De Luca che, ieri pomeriggio, si presenta all’assemblea degli industriali salernitani e tenta di rassicurarli. Troppi i malumori degli imprenditori, timorosi di nuove strette nelle prossime settimane. Uno scenario che rende complicato pianificare, per molti di loro, il futuro. «Io non voglio chiudere tutto», dice il governatore agli imprenditori salernitani «ma ora serve una stretta: occorre pareggiare il numero dei contagiati e dei guariti entro fine mese. Solo questo è il mio obiettivo». Sguardi perplessi della platea e De Luca che è costretto a ribadire come «non ci sarà nessun lockdown. Perché non si può fare con i poteri regionali e perché sarebbe un colpo enorme per la nostra economia». Poi racconta lo scenario attuale. Passando per «quei disgraziati di studenti alla Sanità che hanno fatto scoppiare un focolaio nel cuore di Napoli» alla situazione dei ricoveri. «Purtroppo - ribadisce su quest’ultimo punto - mentre al Nord i contagiati asintomatici tornano a casa loro, qui i parenti non li vogliono. Abbiamo moltissimi di questi casi all’Ospedale del Mare. Tanto che è allo studio, per queste persone che non hanno bisogno di assistenza particolare ma occupano i posti dei degenti, di una palazzina ad hoc per ospitarli. Un Covid - ride - resort tutto per loro...».
 

 

Screening a tappeto nelle scuole, massima allerta nei Covid center, attivazione, entro 48 ore, di altri 250 posti letto di assistenza ordinaria e sub intensiva che ancora mancano all’appello per raggiungere la quota più alta di ricettività ospedaliera prevista dal Piano regionale di Fase 3 (massima intensità epidemica) badando soprattutto all’offerta di posti di sub intensiva (i più richiesti). E infine una stretta sulle procedure di filtro e presa in carico, da parte delle strutture territoriali e dalla medicina di famiglia, che iniziano ad essere in difficoltà perché investite da pressanti richieste di cura da parte di pazienti che sono a casa, accusano sintomi e vanno inquadrati con tamponi in tempi rapidi per una diagnosi differenziale tra virosi stagionali (influenzali e parainfluenzali) e Covid-19 e che, se positivi, vanno valutati rispetto alla gravità della malattia. Sono questi i punti salienti messi sotto le lente nella riunione dell’Unità di crisi convocata ieri mattina, d’urgenza, a Palazzo Santa Lucia. Una riunione a cui hanno partecipato tutti i direttori generali di Asl e ospedali e i responsabili di area dell’assessorato regionale alla Sanità e il presidente della Regione Vincenzo De Luca preoccupato della piega che sta prendendo l’epidemia da Coronavirus in Campania. 

Sul fronte della scuola è stato completato lo screening deciso dalla Regione su tutto il personale scolastico con gli esami sierologici (128 mila tra docenti e non docenti sottoposti a test di cui 9 risultati positivi al tampone) mentre 919 istituti hanno già ottenuto il bonus di tremila per l’acquisto di termoscanner. Distribuiti anche i primi mille puntatori per la misurazione della temperatura corporea e ne sono in fornitura altri 2.700. Nell’ambito del piano “Scuola sicura” la Regione è pronta, su richiesta degli istituti, anche per uno screening a tappeto sugli studenti.
 

Video

Su questo fronte si registra il tutto esaurito o quali a causa dello stillicidio quotidiano dei casi sintomatici ricoverati nelle ultime settimane. De Luca ha preteso tempi certi sui tempi degli esiti dei tamponi e l’attivazione, entro 48 ore, dei 250 posti che mancano rispetto a quelli programmati laddove oggi ne sono attivi circa 500 di cui oltre 400 occupati. 

A mancare all’appello sono buona parte del contingente dei due policlinici, la quota rimanente dell’Ospedale del mare, (36 funzionanti su 72 programmati dove il nodo è la carenza di personale, i Covid center modulari di Salerno e Caserta (entro 10 giorni), Ariano irpino (in via di attivazione). Intanto il Cotugno ha 8 pazienti su 8 in rianimazione (2 intubati), 16 su 16 in subintensiva e 80 su 80 posti ordinari occupati tutti sintomatici e con polmonite e allo stato il pronto soccorso è intasato con pazienti critici da trasferire. Per fine settimana l’ospedale andrà a regime per la fase C con i 140 nuovi posti programmati compreso 9 unità dialisi Covid. A Napoli est i 24 posti disponibili sono tutti occupati, 3 su 6 in subintensiva, 2 su 6 in rianimazione. Stessa musica al Loreto (8 su 10 in sub intensiva e e 38 su 40 in degenza).
 

Ultimo aggiornamento: 15:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA