LUIGI DE MAGISTRIS

Coronavirus a Napoli, la prefettura al sindaco: 40 luoghi a rischio contagi

Martedì 10 Novembre 2020 di Giuseppe Crimaldi

Mentre tutto il resto del mondo chiude le porte alla pandemia con nuovi scenari di lockdown, Napoli resta appesa ad un filo. E non è solo questione di colori. Cruciale la riunione svoltasi in Prefettura lunedì pomeriggio. Il comitato per l’ordine pubblico aveva esaminato gli scenari possibili per il capoluogo campano: ma il sindaco de Magistris - al quale per legge spettano le decisioni di chiudere aree notoriamente affollate della città - anziché chiudere i crocevia del contagio - ha chiesto supporto “tecnico” a forze dell’ordine ed Asl sul da farsi. Dalla riunione erano emerse criticità su almeno 40 luoghi potenzialmente a rischio.

LEGGI ANCHE Il Viminale ai prefetti: «Intervenire con più rigore» 

Chiudere o non chiudere? Il sindaco di Napoli se ne è lavato le mani. Senza decidere: fermo nella sua determinazione che - come ha più volte ripetuto - “se si chiude il lungomare, poi tanto la gente se ne va a Mergellina o a via Scarlatti”. Eppure sarebbe bastato chiedere agli uomini e alle donne della sua Polizia municipale. A tutti quegli agenti che nell’ultimo fine settimana hanno sudato sette camicie per fronteggiare le fiumane di giovani e meno giovani che affollavano, quasi sempre incuranti delle restrizioni di legge e dei regolamenti, piazze parchi e strade del Vomero, del lungomare e del centro storico. Al punto che, non potendo risolvere da soli, i vigili sono stati costretti a chiedere l’ausilio di polizia e carabinieri. 

 

Ma proviamo a ricapitolare. Facendo un passo indietro che ci riporta al pomeriggio di lunedì, quando il prefetto Marco Valentini, da sempre attento ad intercettare le emergenze della città di Napoli, ha convocato un comitato per discutere della situazione che è sotto gli occhi di tutti. Ospedali allo stremo, sanità pubblica in ginocchio, e poi gente - tanta, troppa - che sciama per le strade sfidando apertamente i rischi del contagio. Ebbene da quel tavolo (anche se non ci voleva la zingara) i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno esplicitato al primo cittadino quali sono le zone a rischio. Indicando almeno una quarantina di luoghi sui quali ormai più nemmeno disponendo i carri armati e le teste di cuoio si riuscirebbe a contenere gli assembramenti. Quali? Il lungomare, l’area degli chalet di Mergellina; il centro storico: via Mezzocannone, via Tribunali, piazza San Domenico Maggiore, piazza del Gesù, i Decumani, piazza Bellini, e poi ancora piazza Fuga, piazza Vanvitelli, San Martino, oltre alle aree pedonalizzate di via Scarlatti e via Luca Giordano. A loro volta, i rappresentanti delle Asl hanno spiegato bene tutte le criticità che sono peraltro sotto i riflettori da settimane: con strutture sanitarie ormai sature e incapaci di gestire il quotidiano.  

Video

Ed ecco la replica del sindaco: «Le forze di polizia ci hanno indicato una quarantina di strade - ha dichiarato ieri De Magistris - io ne ho aggiunte altre 40, e così arriviamo a 80. Immaginiamo la gente, che comunque in zona gialla ha il diritto di uscire con la mascherina, che fa il gioco dell’oca o il nascondino. Davvero dopo 8 mesi mi sarei aspettato ben altra organizzazione sanitaria sul piano regionale e ben altre misure sul piano sociale ed economico». 

Secondo de Magistris «si pensa che noi sindaci dobbiamo essere il parafulmine di chi non ha il coraggio di prendere decisioni difficili. Le regioni e il Paese possono essere chiusi solo dal Governo, le Regioni possono chiudere le regioni o le città, i sindaci possono chiudere esclusivamente una piazza, una strada o qualche via. Ma io non voglio creare l’effetto imbuto: a Salerno, dove hanno chiuso il lungomare, la gente dal lungomare è andata sul corso dove c’era la gente del corso. Se io chiudo una strada, la gente andrà in un’altra strada». 

E dunque, in questo clima di attesa, si attende ora l’ultima parola (forse) degli 007 inviati dal ministero della Salute in città. A loro spetterà il parere che domani, forse, potrà decretare per la città di Napoli e - chissà - forse per l’intera regione una misura di rigore diffuso e eccezionale.

 

Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA