Coronavirus, a Napoli è emergenza
per i senzatetto: «Dobbiamo aiutarli»

Venerdì 13 Marzo 2020 di Giovanni Chianelli

Sarà suonato strano, per chi non ha una casa, sapere che tutti sono invitati a starci dentro. Tra le vittime del Coronavirus i senzatetto: la psicosi aveva già diminuito il numero dei volontari, il decreto che ha esteso a tutta Italia la zona protetta ha fatto il resto. Ora è emergenza piena: quasi nessuno può più scendere in strada ad aiutare gli ultimi. “Molte associazioni hanno sospeso l’attività. C’è paura del contagio, ma i poveri restano tanti e sono i più a rischio” dice Benedetta Ferone, che per la sezione napoletana della Comunità di Sant’Egidio si occupa proprio dei senzatetto.

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Il movimento cattolico fondato nel 1968 da Andrea Ricciardi è tra i pochi, insieme alla Croce Rossa e alle azioni autonome di alcune parrocchie, a continuare a prestare servizio di distribuzione pasti, coperte e vestiti. Seguono un protocollo base: massimo due volontari, muniti di mascherina, portano il necessario nei punti dove gli “amici di strada”, come li definiscono, trascorrono giornate e notti. La galleria Principe di Napoli, nel lato che guarda il Museo archeologico. L’uscita secondaria delle Poste su via Monteoliveto. La stazione, i parchi di via Marina, e tanti altri posti.
 

 

«Loro sono per lo più spaventati ma capiscono il momento. Ad esempio, si tengono a distanza per rispetto delle nostre eventuali paure» racconta la Ferone. Di solito i volontari si intrattengono con le persone che vivono in strada. È la parte dell’assistenza, quella sentimentale. Si parla un po’, si ride, per quanto è possibile, si trascorre qualche momento insieme. Adesso non è possibile. Oltre che per i timori reciproci – “anche noi potremmo contagiarli e sarebbe davvero un dramma, con la loro debolezza e l’esposizione al freddo” – non c’è molto tempo, le unità di assistenza sono ridotte al minimo. Qualcun altro è in azione. Lo scorso lunedì 9 marzo, gli “Angeli di Strada Villanova” sono scesi in strada a distribuire generi di prima necessità ai senza fissa dimora napoletani. Rispettando le precauzioni, a distanza di un metro e muniti di mascherine e guanti, i volontari dell’associazione presieduta da Marcello Ciucci, come fanno ogni lunedì ormai da diversi anni, hanno raggiunto la stazione di Campi Flegrei, uno dei tanti punti di raccolta in cui convergono i senzatetto partenopei, per distribuire loro pasti, acqua, indumenti. Ma adesso le norme si sono irrigidite, perciò gli “Angeli di Strada Villanova” chiedono all’assessorato al Welfare e alle autorità competenti risposte: “I volontari che abitualmente distribuiscono generi di prima necessità ai senzatetto possono regolarmente continuare a svolgere questa attività o così facendo violerebbero le limitazioni imposte per evitare il contagio da Covir-19? Se ai volontari viene negata questa possibilità che fine faranno i senzatetto? Chi provvederà a garantirgli cibo ed acqua?”.

Anche i posti letto e le mense sono in difficoltà. In tutta Napoli i senzatetto sono 1500, i dormitori ne possono ospitare neanche 300, dunque già normalmente non c’è spazio per tutti. In questi giorni il personale ruota all’essenziale e le difficoltà aumentano: Il Comune ha sanificato i dormitori pubblici, fornito le mascherine al personale e i servizi stanno andando avanti, ma per chi non dorme dentro è dura. Intanto, dalla Comunità di Sant'Egidio Napoli arriva l'appello ad “aumentare, nel rispetto del nuovo decreto, il monitoraggio di anziani, senza dimora, persone con disabilità, che sono i soggetti più a rischio in questi giorni. Per vincere il contagio e la paura c'è bisogno di più solidarietà" scrivono. I volontari fanno sapere che continueranno a visitare le persone che vivono per strada portando loro non solo il cibo ma anche prodotti utili per proteggersi dal contagio (come liquidi igienizzanti e fazzolettini per disinfettarsi). Chi vuole può contribuire preparando pasti oppure raccogliendo generi utili, dagli alimentari ai gel disinfettanti e fazzoletti di carta. Per tutti questi motivi in queste ore, in contemporanea alla campagna #iorestoacasa, anche a Napoli è stato lanciato anche l’hashtag #vorreirestareacasa.

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